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L’Educazione alla Cittadinanza Globale è la chiave per sviluppare nei giovani il senso di appartenenza a una comune umanità a livello globale. L’ambizione è quella di formare cittadini del mondo, capaci di rispettare se stessi, gli altri e la natura di cui sono parte; renderli responsabili del loro agire e consapevoli della necessità di creare un mondo più giusto e più equo attraverso alcuni processi formativi essenziali, come lavorare per destrutturare le false conoscenze ed i pregiudizi, educare alla flessibilità cognitiva, educare alla complessità del reale, sviluppare nuove narrazioni del mondo, valorizzare la pedagogia dell’errore, educare al valore della differenza. Questa visione dell’Educazione presuppone però anche un approccio didattico radicalmente nuovo, incentrato su una didattica metacognitiva che coniughi il pensiero verticale, legato alla logica classica, con il pensiero laterale vicino alle teorie di E. De Bono. Il primo mette in guardia dal pericolo sociale di un ragionamento induttivo tipo “Gli italiani sono tutti mafiosi!”, o spiega, il paradosso di una frase come “Non sono razzista, però…”; il secondo aiuta a liberarsi strutturalmente dal pre-giudizio e a riguardare ogni volta le situazioni, da una nuova prospettiva. A questa particolare frontiera dell’Educazione è stato dato il nome di pensiero POLITROPICO, un chiaro omaggio all’Ulisse politropo, uomo dall’ingegno versatile, virtuoso e affamato di conoscenza, che rischia la vita per solcare nuove strade non ancora battute, volgendo il suo ingegno flessibile nelle direzioni più disparate e che attraverso la cooperazione con i suoi simili è in grado di sviluppare autonomia e resilienza ai mali e alle minacce del mondo.

Con Piero De Luca e Paola Cotticelli.

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