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MILANO

23-25 Marzo 2018
Fieramilanocity

Costruiamo la scuola di domani
Domenica 25/3

12:00 – 13:30

Sala Blu

“Non è mai troppo tardi” per riscoprire i grandi maestri


Maria Montessori, Alberto Manzi, Danilo Dolci, don Lorenzo Milani, Mario Lodi, Gianni Rodari, le sorelle Agazzi, Gianfranco Zavalloni. Sono loro i maestri e le maestre della scuola italiana, coloro che hanno realizzato le fondamenta del nostro sistema d’istruzione.
Ma cos’è rimasto del loro insegnamento? Nei nostri atenei si studiano i testi di questi uomini e di queste donne? La scuola di Barbiana non è replicale ma ciò che ci ha lasciato il priore non si può declinare nelle nostre aule?
Possiamo ripartire dal timbro di Alberto Manzi “Fa quel che può quel che non può non fa” per ripensare al nostro sistema di valutazione.
Dobbiamo riascoltare le parole di Rodari, “bisogna insegnare le cose difficili: mostrare la rosa al cieco, parlare al sordo” per fare una scuola inclusiva.
Serve riflettere su quanto diceva Maria Montessori a proposito di tecnologia per fare una didattica digitale: “L’introduzione di ausili meccanici diventerà una necessità generale nelle scuole del futuro. Vorrei però sottolineare che questi ausili meccanici non sono sufficienti per realizzare la totalità dell’educazione”.
I problemi della scuola non sono cambiati. Le riforme che proponeva don Milani valgono ancora oggi: non bocciare; a quelli che sembrano cretini dargli la scuola a tempo pieno; agli svogliati basta dargli uno scopo.
Nell’anno scolastico 2015/2016 sono stati bocciati alla primaria 11.071 bambini  e nell’anno precedente 11.866. La maggior parte di loro sono delle regioni del Sud d’Italia dove il tempo pieno non esiste. Oggi perdiamo il 13,8% dei nostri ragazzi.
Sono passati quasi cinquant’anni dall’introduzione del tempo pieno alla scuola primaria ma per il Meridione la Legge 820 del 1971 resta solo sulla carta: solo l’11,7% degli studenti iscritti alle elementari nelle Marche, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Calabria può avvalersi di questo diritto. Ancor peggio in Sicilia e Sardegna dove a frequentare la scuola a tempo pieno sono solo il 4,2% dei bambini.
Di fronte a questi dati c’è una sola risposta: ripensare alla nostra scuola a partire da una riflessione sui grandi maestri, sulla pedagogia della lumaca di Zavalloni, sulle cianfrusaglie delle sorelle Agazzi, sul quotidiano letto a Barbiana così come sulla scrittura collettiva e ancora sulla maieutica di Danilo Dolci.
La vera riforma della scuola ha bisogno di capire in che direzione stiamo andando, verso dove la bussola del sistema d’istruzione è orientata.



Modulo di iscrizione

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Alex

Corlazzoli

“Giornalista, maestro, scrittore, viaggiatore.
Quando arriva al mattino in classe porta sottobraccio da una parte il tablet e dall’altra il quotidiano. La sua università sono i vicoli di Palermo e Monreale che frequenta da 25 anni. Ha operato per dieci anni in carcere fondando il giornale “Uomini Liberi”. Ha fondato l’associazione “L’Aquilone” che si occupa di integrazione dei migranti.
Scrive per “Il Fatto Quotidiano” dove tiene anche un blog; “Altreconomia”, “Focus Junior”, “Donna Moderna” e “Che Futuro! Startup Italia”. Cura inoltre le rubriche “Dietro la lavagna” su Radio Popolare e “La Scuola Buona” a Radio24 oltre alla rubrica “Per chi suona la campanella?” in onda ogni sabato mattina alle 10 su Rai1.
Con il cantautore Luca Bassanese ha dato vita allo spettacolo teatrale “La scuola siamo noi”.
Nel novembre 2014 è stato nominato tra i primi 100 digital champion italiani.
Ha pubblicato “Riprendiamoci la scuola” (Altreconomia 2011), “L’eredità” (Altreconomia 2012), “La scuola che resiste” (Chiarelettere 2012) , “Tutti in classe” (Einaudi 2013) e “Gita in pianura” (Laterza 2014), “#lacattivascuola. Un’inchiesta senza peli sulla lingua” (Jaka Book, 2015); “Sai maestro che…da grande voglio fare il premier” (Add, 2015) scritto con un suo ex alunno; “1992. Sulle strade di Falcone e Borsellino” (Melampo 2017).“