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L’ intervento svilupperà tre temi fondamentali per il presente e il futuro dell’edilizia scolastica in Italia, che coinvolgono Istituzioni statali e regionali, gli Enti locali e tutti coloro che ruotano attorno al mondo della scuola.
Finanziamenti. Tra il 2014 e il 2017 lo Stato ha investito sull’edilizia scolastica più che nei precedenti 20 anni (oltre 10 miliardi di euro) di cui oltre la metà già distribuiti agli enti locali, su scuole già individuate. Si tratta di stanziamenti molteplici e distinti per le diverse necessità: dallo “sblocco del patto di stabilità” ai fondi rotativi, ai finanziamenti a fondo perduto. La priorità, per una spesa oculata in termini di sicurezza, è oggi quella degli interventi sull’antisismica.
Governance. La gestione dell’edilizia scolastica in Italia è indubbiamente complessa: ai Comuni e alle Province o Città Metropolitane compete la realizzazione e la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici di cui, nel 95% dei casi, hanno anche la proprietà. La programmazione, invece, è competenza delle Regioni. Le risorse sono molto spesso messe a disposizione dallo Stato, da diversi Ministeri , o dall’Unione Europea attraverso i fondi strutturali. Sono stati avviati processi che permettono il dialogo tra queste componenti, come l’Osservatorio per l’edilizia scolastica ed è stato dato vero impulso all’anagrafe come strumento di programmazione.
Innovazione. Il rinnovo del patrimonio scolastico è un processo lungo e complesso (gli edifici scolastici sono oltre 42.000), che è stato avviato e che non deve fermarsi a garantire edifici più sicuri, ma deve rivolgere un’attenzione specifica all’innovazione didattica e digitale. Sono necessari un dialogo stretto tra architettura e pedagogia, una scuola integrata con il territorio e con il sistema produttivo del Paese. Alcune parole d’ordine per l’innovazione delle scuole sono individuate in modo chiaro nelle finalità, indicate nel Decreto ministeriale per il concorso delle #scuoleinnovative: sostenibilità ambientale, energetica ed economica,  presenza di spazi verdi fruibili, relazione con l’ambiente naturale e con il contesto di riferimento, coinvolgimento dei soggetti interessati e loro partecipazione attiva, permeabilità, flessibilità e attrattività degli spazi, concezione dell’edificio come strumento educativo.

Con Laura Galimberti

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