Gli insegnanti che hanno frequentato SFIDE-La scuola di tutti ne conoscono bene il valore, l’impegno che ogni anno mettiamo nel costruire una scuola promotrice di cultura e presidio di democrazia. Quest’anno, però, la “sfida” più grande ha superato i confini delle nostre aule per arrivare fino al Sud del Libano.
A marzo scorso, alla fiera Fa’ la cosa giusta! di Milano, oltre 300 studenti italiani si sono trovati faccia a faccia con i loro coetanei libanesi. Non in presenza -il conflitto lo ha impedito- ma attraverso un maxischermo che, per qualche ora, ha annullato le distanze.
Da un lato, i ragazzi delle scuole e in particolare dei licei Parini di Seregno, Russell e Boccioni di Milano. Dall’altro, le ragazze e i ragazzi, cristiani e sciiti, dell’École Saint Joseph di Ain Ebel, un villaggio del Sud del Libano, collegati in diretta nonostante i bombardamenti dell’esercito israeliano. In mezzo e sul palco, suor Maya Beaino, direttrice della scuola, anima del progetto e dello scambio con le scuole di Milano e provincia.
Quella connessione era il frutto concreto di un progetto cresciuto per mesi, “Scambi di pace”: mail, video, domande, risposte. Veri e propri gemellaggi che hanno trasformato la guerra da notizia a storia di ragazzi e ragazze reali, con nomi e volti da imparare.
Oggi quell’incontro continua.
Nonostante i bombardamenti, che hanno distrutto una parte della scuola e le case di molti studenti e studentesse, e l’invasione dell’esercito israeliano, la scuola di suor Maya ha scelto di restare aperta, proseguendo le lezioni anche online, per evitare lo spopolamento e l’abbandono dei villaggi di frontiera e mantenere viva la promessa del futuro. Ma gli insegnanti e gli studenti di Ain Ebel hanno bisogno di tutto.
Nel frattempo, mentre nel Sud si combatte, la capitale Beirut è diventata l’approdo di centinaia di migliaia di persone in fuga. Nella parrocchia di San Giuseppe, Carlo Giorgi -tra i fondatori di Terre di mezzo e di Fa’ la cosa giusta!, ordinato prete un anno fa a Beirut- vive ogni giorno in prima linea.
La sua parrocchia, da sempre un punto di riferimento per gli immigrati nel cuore della città, accoglie ora oltre 200 persone: famiglie sfollate, bambini, migranti che non hanno accesso ai rifugi pubblici. Anche lì, nel mezzo dell’emergenza, si cerca di tenere aperta una prospettiva: progetti educativi, spazi di accoglienza, la certezza che -come dice Carlo- “in qualsiasi momento si può tornare indietro dall’odio”.
In Libano ci sono oggi oltre un milione e 200 mila persone sfollate, che hanno perso tutto: case, scuole, lavoro, relazioni.
Come possiamo esserci, come comunità educante?
Crediamo che la solidarietà sia la lezione più importante da trasmettere. Per questo, l’associazione Insieme nelle Terre di mezzo ODV ha lanciato una raccolta fondi urgente per sostenere queste due realtà:
- ÉCOLE SAINT JOSEPH DI AIN EBEL Per garantire la continuità scolastica: salari degli insegnanti, connessioni internet per le lezioni a distanza, materiale didattico. Perché la scuola non chiuda, anche quando l’edificio è inaccessibile.
- PARROCCHIA DI SAN GIUSEPPE A BEIRUT Per sostenere l’accoglienza e i progetti educativi dedicati ai bambini e alle famiglie sfollate ospitate dalla parrocchia in cui opera Carlo Giorgi.
Questa non è solo una richiesta di aiuto: è un invito a continuare il percorso formativo sull’educazione alla pace e al dialogo iniziato a SFIDE. Il gemellaggio tra scuole italiane e libanesi è uno strumento didattico potente per l’Educazione Civica, che permette ai ragazzi di esercitare l’empatia e la cittadinanza attiva.
Come ha scritto Christian Raimo, relatore a Sfide 2026, in un suo recente post:
Ho studenti afghani che potrebbero raccontare molto meglio di me la follia della guerra, le famiglie traumatizzate, l’esodo, l’esperienza della migrazione. Ho studentesse ucraine che sentono le loro nonne rimaste lì tutte le sere. Ho studenti egiziani che potrebbero fare una lezione migliore della mia su cosa vuol dire aiutare i profughi libanesi o i palestinesi che scappano da Gaza. Le loro famiglie lo fanno da anni.
Diamo loro voce e spazio: se oltre alla donazione desideri portare questa esperienza nella tua classe, sappi che il progetto di gemellaggio continua. Proprio in questi giorni inizia quello tra l’IC Como Lago e quattro scuole di Port Sudan! Per maggiori informazioni scrivi una mail a pieromagri@terre.it
Grazie per l’attenzione che vorrai dedicare a questi studenti e colleghi lontani!
Lo staff di Sfide – La scuola di tutti