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MILANO

SFIDE – La scuola di tutti
3ª edizione
online dal 14 al 22 novembre 2020

Costruiamo la scuola di domani

Qui la segnalazione di articoli e brevi testi che promuovono positive e propositive considerazioni sulla scuola al tempo del Covid. Pubblicheremo  materiali e proposte di didattica a distanza elaborate considerando come principi orientativi l’insegnare e l’apprendere insieme, l’esperienza diretta, l’interazione e il ragionamento condiviso.


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Aprile 7, 2021 0

Oggi vi voglio parlare di  un progetto che è stato presentato a Sfide la scuola di tutti nel 2018, ma che è attualissimo: si tratta de “ Il Digital Diorama, Diorami digitali per la LIM” a cura della facoltà di Biologia della Bicocca. Con l’apertura delle scuole il sito https://www.digitaldiorama.unimib.it/en/ offre numerose opportunità ai docenti di realizzare attività interattive e coinvolgenti.

Ma cosa è un diorama? È la riproduzione tridimensionale  di un ambiente con animali, piante o altri elementi, realizzata secondo criteri scientifici: uno strumento usato nei musei sin dalla prima metà dell’Ottocento a fini divulgativi. Nell’era del “Web 2.0”, i diorami diventano interfacce interattive multimediali che consentono l’esplorazione degli ecosistemi geograficamente più lontani, usando ogni tipo di device. A scuola i bambini possono proiettarsi  in esplorazioni interessanti grazie alla presenza di “punti caldi”  ben visibili sullo schermo del pc o della sulla LIM. Il viaggio virtuale può avvenire a diversi livelli: emozionale e  conoscitivo stimolando l’immaginazione e la creatività dello spettatore.

Di seguito un breve video che cattura alcuni momenti della sezione “ Viaggi immaginari” dal diorama del Mar Mediterraneo. La voce fuori campo coinvolge lo spettatore, assegnandogli un ruolo attivo, attraverso domande. 

estratto dal sito https://www.digitaldiorama.unimib.it/en/esplora-2/mare-mediterraneo/

I diorami adottati da questo progetto, oggi, sono quattro: tre provengono dal Museo di Storia Naturale di Milano, uno dal Museo del Mediterraneo di Livorno. Essi sono  destinati a un pubblico eterogeneo, con diversi  livelli di conoscenza delle tematiche ambientali: studenti delle scuole primarie, universitari, turisti e insegnanti.

Un possibile sviluppo dell’attività a scuola:

-la creazione manuale di un diorama scelto dagli alunni. Un esempio al link https://www.wikihow.it/Realizzare-un-Diorama 

– la creazione di un diorama in 3D con il software Tinkercad. Qui un esempio https://www.tinkercad.com/things/iKVLGoBhx8n

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Officine scuola

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Marzo 23, 2021 0

Questo post è la continuazione dell’articolo della settimana scorsa.  Presento qui alcune attività per la scuola secondaria di primo e secondo grado che si possono proporre durante le lezioni online  e quindi adatte in questo periodo di DAD.  Le attività proposte sono da svolgersi in modalità sincrona con una jamboard condivisa con gli studenti che possono editarla. La jam deve essere preparata in anticipo e costituita da tante pagine quanti sono gli studenti della classe (ogni studente scrive sulle pagine assegnate e,  se servono più di 20 pagine, si creano più lavagne). Durante l’attività il docente  segue i ragazzi nella loro produzione, li guida se necessario, controlla i tempi e raccoglie evidenze di come lavorano.  L’attività può durare solo una frazione di lezione, per lasciare il tempo al confronto.

1 .Causa ed effetti
La seguente jamboard ha l’obiettivo di consolidare la capacità di riconoscere i possibili effetti dovuti ad una causa specifica e viene  proposta dopo un percorso sui temi ambientali o dell’Agenda 2030. Il primo frame della jam spiega allo studente   come svolgere l’attività.

Causa ed effetti

Nei successivi frames  viene indicata una causa: lo studente deve individuare due effetti e trovare online immagini adatte ad illustrare causa ed effetti. Nell’ultimo frame l’alunno deve indicare sia la causa, sia gli effetti

Qui il link per scaricare una copia della jamboard

2. Geograficando…in Europa

La jamboard ha lo scopo di avviare o consolidare la ricerca in rete (per es. usando anche il motore della conoscenza Wolfram Alpha)  e fare approfondimenti disciplinari. Tutti hanno le stesse conoscenze di base sugli stati dell’Europa dal punto di vista fisico, politico ed economico:  il compito è approfondire alcuni aspetti  delle tradizioni delle varie nazioni studiate. L’insegnante  chiede agli alunni di effettuare ricerche in rete per scoprire cultura, monumenti, curiosità relativi ad uno stato di loro scelta. Gli studenti iniziano il lavoro in sincrono sotto la supervisione del docente che passa da una pagina all’altra della jam, li supporta nella ricerca e concludono  il compito a casa. Nelle lezioni successive  i ragazzi si confrontano sul lavoro svolto: ogni alunno  presenta il proprio stato in 5 minuti ed il pubblico può fare domande. Questo momento è importante per il docente per osservare l’esposizione e la qualità dei contenuti di chi presenta e la pertinenza delle domande del pubblico. Agli studenti è inoltre richiesto di condividere in un file di classe   links ai siti visionati e le attribuzioni di immagini prese dalla rete.

Qui il link per scaricare una copia della jamboard

3. Vantaggi e svantaggi della rete
L’insegnante intende trattare il tema dei vantaggi e degli svantaggi  della rete. La jam è proposta come attività “d’innesco”, che precede l’introduzione al tema, aiuta i ragazzi a riflettere e a cercare esempi. L’insegnante, a partire dai contributi degli alunni, avvia un percorso di riflessione e di approfondimento su tematiche quali privacy e traccia digitale

Qui il link per scaricare una copia della jamboard

4. Una jamboard di check in
L’insegnante potrebbe iniziare la lezione con la seguente “jamboard di accoglienza” per stimolare il senso dello stare insieme e  la partecipazione alla lezione. La jamboard è preparata con tante note adesive azzurre quanti sono gli studenti 

I ragazzi devono aprire una nota, scrivere il proprio nome e cambiare il colore della nota adesiva in base a come si sentono in quel momento. Di seguito, il risultato dell’attività prima dell’inizio di un corso di formazione per docenti

 

Qui il link per scaricare una copia della jamboard

5. Ero solito pensare, ora penso….
Le seguente jamboard può essere proposta dopo percorsi che tendono a rimuovere pregiudizi e misconcezioni. Per esempio l’insegnante ha trattato il calcolo delle probabilità e, a proposito del gioco del lotto, ha fatto riflettere sulla credenza erronea (ma molto diffusa) che se un numero ritarda, la sua probabilità di essere estratto in una estrazione successiva aumenta. La seguente jam riguarda il tema di cittadinanza “la traccia digitale”; gli studenti non sono spesso consapevoli delle tracce che lasciano in rete ed un momento di presa di consapevolezza è importante.  La riflessione aiuta gli studenti a connettersi alla loro conoscenza precedente, ad esplorare come è cambiato il loro modo di pensare. Si tratta di un esempio di  Thinking routine, ossia di una tecnica per rendere il proprio pensiero visibile.

Qui il link per scaricare una copia della jamboard

6. Un lavoro a coppie

Dopo aver assegnato un dato argomento in modalità capovolta, l’insegnante durante una lezione sincrona propone un confronto a coppie sull’argomento e chiede  una sintesi sulla seguente jamboard. Anche in questa attività il numero di pagine della jamboard deve corrispondere al numero di coppie che lavorano; il compito del docente è sempre quello di supervisionare e raccogliere evidenze. I ragazzi possono utilizzare il cellulare per comunicare tra loro mentre svolgono l’attività

Qui il link per scaricare una copia della jamboard

7. Poesia, quanto mi ispiri

Questa attività è da svolgere  dopo un percorso sulla poesia: sempre in sincrono si dà un tempo per  scegliere una poesia tra quelle studiate, trascriverla sulla jamboard ed estrarre le parole chiave, creando una nuvola di parole. L’attività va completata a casa con  la lettura della poesia e l’invio sulla jam dell’audio tramite QRcode.  

Un esempio di compito completato

Qui il link per scaricare una copia della jamboard

Numerosissime, quindi  sono le attività che si possono creare con questo semplice ed elementare, ma potente applicativo. Spero che questi esempi siano di ispirazione. Se realizzate jam di questo tipo, che richiedono una interazione o collaborazione fra studenti, pubblicatele sui social di Sfide.  

Tanti spunti li ho presi dal sito di Mrs Spark https://www.mrspark.org/

A presto

Aurora

[email protected] 

Officine scuola

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Marzo 16, 2021 0

Lo scorso giugno ho pubbblicato sul sito di Sfide un articolo in cui documentavo esperienze di interazione e collaborazione in sincrono con la jamboard. Le attività hanno preso forma nell’ambito dei laboratori formativi con docenti neoassunti, i quali hanno poi replicato nelle loro classi, dall’infanzia al secondo ciclo, creando una ricca varietà di esempi e di situazioni che ho descritto nell’articolo.
I feedback in relazione allo strumento e alle strategie d’uso sono stati tutti positivi, ma permanevano due criticità:
-a livello di interazione: il bambino che manipola gli oggetti sulla lavagna può facilmente cancellarli
-a livello collaborativo: se si opera in gruppo sulla stessa lavagna a distanza, il docente non riconosce chi fa cosa in quanto non è identificabile l’account di chi scrive.
Nell’autunno Google ha implementato l’aggiunta di sfondi personalizzati, limitando così i problemi di cancellazione (quelli di identificazione permangono tutt’ora). Ciò mi ha dato ulteriori stimoli per la ricerca in rete di esperienze e per lo studio di ambiti di applicazione più vari.
Ritengo che la jamboard si confermi una valida app per l’interazione sincrona: l’interattività consiste nel fatto che sulla lavagna l’alunno trascina  oggetti  o inserisce elementi  (testo, immagini, forme, disegni) seguendo le indicazioni date in forma chiara e univoca dal docente.

In una stessa jamboard possono essere duplicate fino a 20 slides: il docente  assegna  una slide ad ogni alunno, mantiene il controllo del file e supervisiona  il lavoro dei singoli stimolando le loro osservazioni, chiedendo di giustificare le scelte.

Nella parte superiore si presenta la  barra dei frame. Con un clic si espande e, si può

vedere la miniatura della jamboard. Da dai tre puntini nell’angolo in alto a desta è possibile creare le copie


Un altro potenziale della jamboard  è la condivisione: gli alunni possono condividere l’immagine del prodotto realizzato in un altro ambiente  sulla stessa lavagna, possono vedere i lavori dei compagni, arricchire le proprie esperienze di apprendimento: in tal modo si ristabilisce, anche se in  forma più debole,  una relazione all’interno della classe.

Di seguito alcuni esempi di attività con la jamboard per l’infanzia e la primaria. In un un successivo articolo alcune proposte per la secondaria. Obiettivi da perseguire con le attività proposte sono:
-conoscenze e capacità in vari campi di esperienza [scuola infanzia]
-competenze di lettura e comprensione del testo [scuola primaria]
-abilità in aree disciplinari specifiche
-capacità di problem solving
-competenze trasversali (interagire con il docente o con i compagni)
-competenze digitali
1. Infanzia: ambienti e animali, attività di associazione;  il seguente link genera una copia della jam 

2.Infanzia: lo spazio, attività su alcuni concetti topologici;  il seguente link genera una copia della jam 

3. Frazione e frazione complementare: l’alunno riconosce la frazione e ricostruisce sul quadrato  la frazione complementare, trascinando le unità frazionarie. Infine scrive entrambe le frazioni; il link  per la copia della jam

4. Domande e risposte: l’alunno associa ciascuna domanda alla relativa risposta. Qui il link  per la copia della jam

5.  Una situazione problema con soluzione aperta:  ci sono più soluzioni possibili, nel rispetto del vincolo. L’attività si conclude con la discussione di classe. Qui il link  per la copia della jam

6.  La lettura e la comprensione del testo: l’alunno legge autonomamente il testo, sottolinea i fatti chiave in giallo ed evidenzia in verde le parole che non conosce. Infine scrive tre fatti che ricava dal testo Qui il link  per la copia della jam

Di seguito un tutorial per creare una jamboard interattiva

[email protected]

Officine scuola

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Febbraio 26, 2021 0

Per abitare il mondo di domani abbiamo bisogno di idee, strumenti e protagonisti che ispirino azioni. Che cosa dobbiamo portare con noi? Che cosa dobbiamo abbandonare? Da queste domande nasce un nuovo, ambizioso progetto. Una storia da scrivere insieme. 

Si intitola Il Grande Trasloco e parla di noi, del futuro che vogliamo. Ogni capitolo esplora uno dei temi sui quali stiamo costruendo il domani: Nutrire, Abitare, Viaggiare, Curare, Lavorare. Ambiti della nostra vita da re-immaginare, intrecciati dal filo rosso della sostenibilità. Per guidarci in questo viaggio abbiamo invitato esperti, aziende, professionisti e organizzazioni nazionali e internazionali a darci idee, strumenti e storie.

Il Grande Trasloco è il progetto di narrazione collettiva di Fa’ la cosa giusta! e Terre di mezzo Editore, un romanzo-evento online strutturato su un calendario di incontri in diretta, webinar e laboratori. Siamo tutti protagonisti: vi invitiamo ad interagire con i canali social di Fa’ la cosa giusta! e di Sfide, partecipare alle call, mettere le mani in pasta e le idee in discussione!

Non si può parlare di Grande Trasloco senza pensare alla scuola: seguiteci per scoprire gli appuntamenti in programma dedicati. 

Partiamo il 3 marzo, con un prologo: il giornalista e scrittore Michele Serra ci accompagna alla ricerca delle parole che servono a disegnare un nuovo mondo. Segui l’incontro in diretta sul sito ilgrandetrasloco.it.

Il futuro è una storia da scrivere insieme!

Fa' la cosa giusta!

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Gennaio 11, 2021 0

Vi condivido un breve video in cui presento alcune attività di pixel art utilizzando Google Fogli. La proposta è adatta sia ai bambini della primaria (classe 5), sia a quelli della secondaria di primo grado che abbiano un po’ di dimestichezza  con il foglio elettronico.

urly.it/39s8r

Il  foglio di calcolo  presentato nel video  contiene una sintesi degli obiettivi didattici (foglio 1) ed è composta da vari fogli, ciascuno con una attività da proporre agli studenti. Non si tratta di fare  coding, ma di apprendere/consolidare alcune abilità d’uso del foglio di calcolo.  I bambini disegnano e poi creano le istruzioni, oppure decodificano  l’immagine partendo da una “legenda colori”. Nelle ultime due attività dal titolo  “L’immagine misteriosa” gli studenti devono svolgere alcune operazioni matematiche: se le risposte sono corrette sul foglio compare un disegno. Questo tipo di attività è interessante se sono gli studenti a creare il foglio.

Cliccando sul seguente  link: urly.it/39s8v genererete una copia del file nel vostro DRIVE. Buon lavoro! Se avete domande non esitate a scrivermi [email protected]

Officine scuola


Novembre 26, 2020 0

La terza edizione del salone Sfide – La scuola di tutti, organizzato da Terre di mezzo Editore e Officine Scuola, in collaborazione con Fa’ la cosa giusta!, la prima in versione digitale, si è conclusa domenica 22 novembre con 9500 iscrizioni ai 35 webinar gratuiti, in cui docenti,
dirigenti e famiglie si sono confrontati sul futuro della scuola.
Centrale il convegno sui valori della scuola in cui si è parlato di come sia necessario investire sulla formazione dei docenti, tenendo conto dei nuovi strumenti da adottare in questa fase di didattica a distanza; rimettere al centro gli studenti, nonostante le difficoltà legate alla situazione di emergenza sanitaria in corso; fare rete in maniera sinergica e costruttiva con il territorio.
Tra gli appuntamenti più partecipati quelli legati alle nuove tecnologie come strumento per mediare la relazione tra insegnante e studente, all’introduzione della gamification in classe come attività di apprendimento attraverso l’utilizzo del gioco e di videogiochi, alla
didattica a distanza integrata. Ma spazio anche ai nuovi metodi di insegnamento che partono dall’alunno e dal suo vissuto emotivo: se n’è parlato con Enrico Galiano e all’interno degli incontri sul “metodo Caviardage®” e sul “Diario Visivo”. L’incontro con Martino Negri, ricercatore all’Università degli Studi di Milano Bicocca, ha regalato un ritratto della figura dello scrittore Gianni Rodari. E infine, “Nati per Leggere”, un incontro sull’importanza della lettura a partire dalla prima infanzia e sull’urgenza di sostenere una
cultura accessibile a tutti.
I video degli incontri saranno resi disponibili nei prossimi giorni sul sito nostro sito e sul canale Youtube.

Prosegue invece, fino al 29 novembre, Fa’ la cosa giusta! la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, organizzata da Terre di mezzo Editore. Un’edizione speciale online con un ricco programma culturale in versione digitale: appuntamenti in
streaming e webinar per parlare di innovatori sociali, imprenditori virtuosi e buone pratiche che cambiano il mondo. Gli appuntamenti in streaming saranno trasmessi su falacosagiusta.org, sulla pagina facebook e sul canale Youtube di Fa’ la cosa giusta!, mentre i webinar, tutti gratuiti su iscrizione, si svolgeranno sulla piattaforma Zoom.

Admin


Ottobre 12, 2020 0

Ci chiediamo da tempo se il distanziamento, questa forma necessaria di allontanamento, di lontananza fisica dall’altro, alla fine modificherà la relazione con gli altri, magari dimensionandola su altre misure, e se in particolare, smentendo il più classico dei luoghi scolastici – la classe come comunità di relazioni a portata di mano – finirà per vanificare, sul piano educativo, l’imparare e l’insegnare insieme, quella forma di agire collaborativo che riesce a tenere solidaristicamente uniti il conoscere e il convivere. Se il virus ci lascerà più soli, più indifesi e infine anche un po’ meno interessati a conoscere e comprendere.

Conviene chiederci anche, però, se tutto il sistema di riduzione dei tempi e delle distanze cui abbiamo assistito da un certo numero di anni, e da cui abbiamo pur tratto qualche giovamento, ci abbia reso più prossimi tra noi, più sensibili gli uni agli altri, più intimamente solidali. Forse l’estrema riduzione di ogni distanza e di ogni tempo ci ha soprattutto omologato, mantenuti distinti purché paragonabili agli altri, per diventare infine  comparabili in base ad un criterio – quello del non essere da meno – che ci ha scavato profondamente nei principi e orientato nei comportamenti, finendo per distanziarci comunque. Insomma, la vicinanza di tutto e tutti a tutto e tutti ha finito con l’aumentare il vociare comunicativo ma forse ha ridotto un po’ gli spazi della relazione autentica e solidale. La società globalizzata ci ha resi più vicini, certo, ma non per questo più prossimi.

Ora, con questo virus che dilaga, che sarà dei nostri rapporti personali, sociali, educativi?
Prendo a prestito un’immagine che mi pare efficace: il virus lavora come una talpa, la quale  ha scavato e scava nel sottosuolo della nostra socialità, nel profondo di noi stessi. Anche il virus – che ha una vita immateriale produttrice di fantasmi con cui dobbiamo pure fare i conti – scava, accumula, sparge nelle nostre cantine quel che non riesce a stipare nei piani alti.  Cosa avviene nel profondo di noi stessi? Se la vicinanza, e addirittura talvolta un eccesso di vicinanza, ha sovente generato distanza e solitudine, questo distanziamento riuscirà a generare solidarietà e comunanza? Forse si, se daremo parola a quella terra che il virus, come una talpa,  ci scava dentro.

Diciamo allora che la scuola può forse tentare di seguire questa immaterialità parallela del virus e provare ad avvicinare quei ragazzi che le misure di salute e sicurezza tengono necessariamente distanti. Accostandoli nella condivisione della parola che insegue sentimenti e conoscenze, realizzando così una comunità di ascolto, di esperienza e di discorso.

Come? Dando espressione, con la massima discrezione e con attenzione anche ai silenzi, a quei rumori che provengono dal sottosuolo di ciascuno: stati d’animo, sentimenti, paure ed attese, pensieri irriflessi o considerazioni più meditate possono trovare a scuola un luogo di manifestazione, di ascolto, di rielaborazione. Magari a partire proprio da quanto gli insegnanti hanno da dire di sé e del proprio modo di vivere questa stagione. Certo, la cosa è già avvenuta o sta avvenendo. Occorre continuare a farlo, non solo per aiutarci a sostenere le nostre incertezze, ma anche per ricreare legami, relazioni, comunità. Questo è ciò che potremmo chiamare “la veduta”, il modo personale di approcciarci alla pandemia e al clima emotivo e sociale che suscita. La classe e le sue “vedute”: un guadagno per tutti riuscire a dare loro voce.

E poi c’è la conoscenza. Non si tratta solo di aiutare a far emergere, contenere, ordinare (sarà mai possibile?) i pensieri nascosti; la scuola può accompagnare i fantasmi personali a fare i conti con la conoscenza del virus e della pandemia: con quanto la ricerca scientifica sta mettendo in luce, magari in una prospettiva evoluzionistica, considerando quindi – in una visione ecologica – la questione della salute come bene planetario e condiviso, la vita tout court come bene indivisibile, lo spazio come risorsa a tutti destinata.

Forse condividere la cura, l’ascolto e la conoscenza – la ricerca e la scoperta come modi di relazionarsi alle proprie debolezze e al mondo nel suo insieme – può aiutare a renderci tutti più prossimi e solidali in un contesto di necessario, fisico distanziamento. Si è più vicini in una comunanza di compiti e di intenti, forse, che in una contiguità fisica un po’  taciturna e un po’ indifferente.

Agostino Frigerio

 

 

Officine scuola

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Ottobre 2, 2020 0

Tutti almeno una volta ci siamo divertiti con il gioco “Unisci i puntini” della Settimana Enigmistica o di qualche altra rivista. La sfida consiste nel  decodificare il disegno nascosto che via via si svela unendo i vari puntini numerati. Questo gioco, opportunamente progettato,  è adatto anche  per i bambini della scuola primaria, allo scopo di ripassare i numeri naturali.

Oggi voglio proporvi un’attività che integra i registri visuale, numerico e testuale, per riprendere operazioni e tabelline. L’idea mi è venuta girovagando in Pinterest  il social che più frequento per trovare idee non solo per il tempo libero, ma anche per una  didattica in leggerezza.

L’attività è in linea con quella che vi ho presentato due settimane fa (Cosa nascondono le 10 cifre) e ne rappresenta la naturale continuazione. Con questo tipo di lavoro si raggiungono diversi obiettivi curricolari:  consolidamento delle operazioni aritmetiche,  sviluppo della motricità fine della mano, comprensione di codice con relativa decodifica (una sorta di coding unplugged) e infine anche un pizzico di creatività.. 

Ai bambini viene dato un disegno da colorare, seguendo precise istruzioni. Il disegno è diviso in tante parti, ciascuna delle quali contiene un calcolo che il bambino deve svolgere per scoprire quale colore dovrà usare per dipingerla. Per ogni  disegno  viene anche  richiesto al bambino di immaginare una situazione o un’azione che il protagonista potrebbe compiere in quel momento. Ecco due esempi: 

 Se proponete ai bambini questa attività, condividete le vostre riflessioni

Qui il link alla cartella condivisa in cui potete trovare qualche altro disegno da utilizzare in classe

Aurora Mangiarotti

Officine scuola