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MILANO

SFIDE – La scuola di tutti
3ª edizione
Rinviata al 27-29 novembre 2020

Costruiamo la scuola di domani

Informazioni e aggiornamenti sulle novità normative, gli eventi e i dibattiti interessanti



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Maggio 12, 2020 0

Riflessione di Agostino Frigerio di Sfide – La scuola di tutti

Cosa ci insegna la pandemia? Domanda retorica o provocatoria, un senso l’interrogativo ce l’ha. Provo a rispondere, in maniera opinabile, riguardo la scuola.

  1. La scuola, nel suo compito di insegnamento, ora ricorre alla didattica a distanza – che è necessaria, non essendoci alternative, e che può offrire occasioni importanti per rinnovare modi di fare e di pensare.  Ne emergono virtù e vizi, diciamo così, del fare scuola. La prospettiva, ancora un po’ confusa, prevederebbe poi una continuazione di momenti di didattica a distanza e di momenti in presenza, oltre a una riorganizzazione delle classi e del tempo scuola. Insomma, verrebbero a consolidarsi modifiche delle tradizionali routines scolastiche con l’aggiunta di un distanziamento fisico che rischia di divenire sociale: ad esempio non vedremo più bimbi o ragazzi che entrano od escono vocianti, disordinatamente, ma gomito a gomito, viso a viso, con quegli scambi verbali che rimandano a qualcosa che è accaduto ieri in classe o a qualcosa che si teme capiterà tra breve, quando l’insegnante comincerà a interrogare o a fare lezione. Nessuna gioia condivisibile per un bel voto, e la delusione per la nota da tenere dentro. Non un timido sorriso, né una arrabbiata parolaccia da spartire con i compagni.

Cambiano delle cose, evidentemente. Basta pensare allo spazio. Riporto un intervento del filosofo Carlo Sini sul tema: la classe, e in genere un gruppo che apprende, è “un gruppo di esseri umani che si trova insieme ad abitare uno spazio comune, non uno spazio infinito ma uno spazio a portata di mano; uno spazio destinato allo scambio di parole, gesti, immagini, ecc., in cui lo scambio è tutt’uno con lo stare insieme, con la relazione interumana; uno spazio in cui tutto ciò che avviene, lì a portata di mano, è da regolamentare, da adattare al meglio”. E tutti i giorni da richiamare, anche solo con uno sguardo fulmineo e severo, o un sorriso accattivante che accompagna un richiamo o un incoraggiamento. In classe il corpo è protagonista non assoluto ma primario: prova a muoverti durante la spiegazione di matematica! Spazio di conoscenza e di relazione, spazio di formazione. Cosa cambia ora? Credo che non lo sappiamo bene ancora, ma certo viene meno quel “a portata di mano” in base a cui siamo soliti ragionare.

Certo la distanza obbliga a diverse routines: quando spegni il collegamento dopo quattro o cinque ore di lezione, ti ritrovi non il compagno di classe con cui scambiare due parole, ma lo schermo nero davanti agli occhi.

Qualche domanda ce la siamo già fatta più volte, alcune cose già sono state dette.

Sembra quasi che questo virus abbia sbarrato le nostre due principali direzioni di marcia – insegnare insieme, apprendere insieme – per rimettere tutto in discussione.

Che ne sarà della socialità – e se guardo all’infanzia, alla primaria e alla secondaria di I° grado la penso molto fisica, molto vissuta nella prossimità -, quella socialità fatta di comunicazione extraverbale che tanto conta nella relazione? Che ne sarà della inclusione? Leggo che il 20% dei ragazzi rischia l’esclusione per problemi tecnologici. Dei bambini in difficoltà, dei ragazzi disabili? E del lavoro di gruppo? La scuola ora più che mai può, deve rappresentare un fattore di stabilizzazione delle relazioni e delle identità, che il lungo isolamento ha certamente messo alla prova. Infine, come faremo a condurre verso un apprendimento cooperativo digitale gli insegnanti che non hanno mai sperimentato la cooperazione in classe?

  1. Ma come faremo a settembre? Alcune ipotesi parlano di turnazioni, alternanza di presenza e distanza, riorganizzazione delle classi. Mi chiedo – pur essendo consapevole che non pare esistano alternative praticabili – se questo non condurrà ad un impoverimento della formazione, cognitiva e sociale. Troveremo modo di guadagnarci?

Innanzitutto mi chiedo – scusate l’insistenza un po’ petulante – se queste preoccupazioni sono generali e, nel caso, se riusciamo a farle oggetto di riflessione condivisa e di proposte comuni. Mi pare un compito politico importante. 

Poi, guardando la scuola da dentro, mi chiedo se possiamo trovare orientamenti per rendere il distanziamento una opportunità di socialità, di apprendimento collaborativo, di sviluppo di un apprendimento che richiede essenzialmente la partecipazione con altri. Evitando il riaffermarsi di un insegnamento frontale e trasmissivo. Insomma, forse dovremmo guardare – proprio per non perdere la relazione e la socialità – soprattutto a contenuti e modalità di lavoro in modo che il cognitivo, proprio per crescere, richieda una forte cooperazione, richieda un necessario e non artificioso rapporto con gli altri.

Sempre da dentro. Grave errore a mio avviso sarebbe oggi cercare di ripetere la scuola di prima a prescindere da quello che è successo. E cosi avviene ogni volta che si pensa di mantenere i contenuti di prima, comprimendoli nelle nuove forme (insegnamento a distanza, frequenza a giorni e gruppi alterni, e così via).

Credo che occorra rifocalizzare le finalità e poi riscrivere il curricolo, sapendo che il curricolo può venire insegnato, e appreso, secondo modalità differenziate. Parti del curricolo possono venire insegnate in presenza, parte a distanza; parte in forme ludiche, operative, mimiche, che se non è in grado la scuola di attuare, si possono realizzare aprendo la scuola a diverse agenzie culturali, e ad associazioni che fanno del sociale la loro missione.  

Insomma, se cambia la forma – il medium, il contenitore – anche il contenuto – il messaggio – cambia.

La scuola può rileggere il curricolo, assegnando alla distanza temi, contenuti, progetti che mentre curano la socialità dei ragazzi offrono loro di diventare protagonisti di un progetto, e facitori di un compito comune?

L’Europa – faccio un esempio – può diventare un tema/progetto della distanza? A questo allora aggancio la scrittura, la letteratura, le lingue, l’arte, la matematica e l’economia, la geografia e la storia, certo non secondo scansioni e tempi dei libri di testo e dei programmi canonici, ma rimettendo in gioco una linea evolutiva dell’insegnamento disciplinare, cercando collegamenti tra le discipline che lancio o riprendo in classe.

Per ricordare una vecchia canzone di Guccini, ha senso dire cose vecchie con il vestito nuovo? Vestito nuovo, vita nuova

  1. Guardiamo la scuola da fuori, adesso.

La scuola può farcela da sola? Forse no. La scuola ha insegnanti bravissimi, competenti e con visione educativa formidabile per la tenuta della società. Ma anche insegnanti che ce la fanno a fatica. Ma al di là delle personali virtù, per la scuola, per il suo buon lavoro, occorre risvegliare e raccogliere risorse extrascolastiche, “il più ampio contesto sociale”. E perché la ricostruzione di un tessuto sociale che era già frantumato e che questa pandemia pare non essere in grado di rigenerare, ma che abbiamo il dovere di ricostruire, perché questa grande operazione sociale e politica non può mettere inizialmente al centro la scuola, l’educazione, le nuove generazioni?

La scuola, consapevole del suo compito più grande di lei, riconoscendo umilmente i propri limiti, deve suscitare e raccogliere risorse ed energie dentro e fuori di lei perché la sua misura è il compito che la guida, non il limite che porta.

E chi può collaborare – allora – se non la “comunità” di cui la scuola è parte? Nessuna “comunità” nel vecchio senso che davano al termine i fautori delle scuole di appartenenza (forse qualcuno ricorderà antiche polemiche); no, dico la comunità sociale con tutte le sue varianti e ricchezze, la comunità civile di cui l’ente locale e le sue diramazioni ne è parte, in un quadro istituzionale ampio e generale, ma concreto. Quell’ambito locale di partecipazione a qualcosa di comune che vale per tutti: sostanza della democrazia, di una democrazia solidale, perché solo questa solidarietà la rende solida. Così gli insegnanti possono ben essere accompagnati da tirocinanti (che per esempio dedicano un intero anno di formazione a una scuola), volontari di associazioni che si occupano del tempo libero, degli orti scolastici, di seguire i compiti, e così via. Finora ciascuno spesso a casa propria, a distanza dagli altri. I doposcuola che non riescono a divenire interlocutori della scuola, la scuola che li ignora, fingendo di non sapere che sono frequentati da molti dei suoi ragazzi. Ora gli spazi e le competenze vanno messi a disposizione, non gelosamente trattenuti: serve una collaborazione locale che sostenga un percorso di cui la scuola ha la regia ma che anche altri seguono, cui molti cooperano. Altrimenti la scuola non ce la fa: giorni a scuola, giorni a distanza, nuovi orari e tempi per l’insegnamento. Chi ce la fa, ce la fa, ma chi arranca, si perde.

Eppure, anche nel cambiamento dei modi si potrebbe trovare una forma di coinvolgimento dei più deboli, cui forse il format scolastico precedente non andava un granché bene.  Sì, anche questo è possibile: non solo ragazzi da recuperare, ma reinventare una relazione con loro. Una possibile rinascita?

Quindi è possibile nutrire speranza, certo, altro che!, ricordando un pensiero di Vaclav Havel: “La speranza non ha niente a che vedere con l’ottimismo. Non è la convinzione che qualcosa andrà bene, ma la certezza che qualcosa ha un senso, indipendentemente da come finirà”.

Admin

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Aprile 17, 2020 0

Cari amici di Sfide, 

Sfide è da sempre luogo di incontro tra le figure che ogni giorno vivono la scuola. Durante questa emergenza abbiamo deciso di evidenziare questa nostra natura attraverso l’iniziativa di volontariato “Aiuta uno studente”, attraverso la quale Sfide vuole sostenere le famiglie in questo momento di difficoltà, aiutando gli studenti (tramite lezioni online in modalità sincrona) nello svolgimento delle attività didattiche. 

Se sei un insegnante e vuoi dedicare il tuo tempo form per raccogliere la disponibilità di insegnanti volontari che vogliono dare un supporto didattico a quegli alunni/studenti che, per vari motivi, hanno difficoltà o fanno fatica a seguire il percorso scolastico in questo periodo.

Vi chiediamo di diffondere quanto più possibile questa iniziativa, tra i vostri colleghi, amici, all’interno della vostra scuola e delle reti di docenti in cui siete inseriti, docenti non più in servizio ma che hanno ancora voglia di mettere a disposizione la propria esperienza e le proprie competenze… Insomma, abbiamo bisogno di voi! 

Se sei un genitore e hai bisogno di un supporto didattico per i tuoi figli, compila questo form. Ti metteremo in contatto con un docente volontario il prima possibile. 

 

Suggerimenti…

Approfittiamo per segnalare sul sito di SFIDE – La scuola di tutti, l’articolo “Facciamo attenzione al carico di lavoro”, sulla necessità di una maggiore collaborazione e coordinamento tra insegnanti proprio in questo periodo, oltre all’articolo “Le proposte che sfidano la lontananza”, che presenta la nostra idea di didattica a distanza.

Grazie ancora, e aspettando le vostre proposte, vi ricordiamo che la prossima edizione di 

SFIDE – La  scuola di tutti sarà dal 27 al 29 novembre, sempre all’interno di Fa’ la cosa giusta! in fieramilanocity.

Admin

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Maggio 1, 2020 0

Cercando in rete giochi divertenti a contenuto matematico, mi sono imbattuta nel KenKen. Si tratta di inserire in tabelle “nxn” (con un numero uguale  di righe e di colonne) i numeri da 1 a n. Proprio come nel Sudoku i numeri  in ogni riga o colonna devono comparire tutti dall’1 a  “n” senza ripetersi. Per esempio in un KenKen 4×4 ogni riga e colonna devono contenere  i numeri 1, 2, 3, 4. 

La tabella è organizzata in gabbie ossia in blocchi evidenziati da una linea più marcata. In ogni gabbia è presente una istruzione indicata da un numero e una operazione. Il numero è il risultato dell’operazione con i naturali da 1 a n  che si inseriranno nel blocco.  Lo scopo del gioco e’ quindi completare la tabella rispettando le istruzioni presenti nei vari blocchi.

Osserviamo il seguente KenKen 3×3 di esempio: 

Il primo blocco è formato da due caselle orizzontali e contiene l’istruzione “5+” che si interpreta così: il risultato dell’addizione tra due numeri  è 5, dunque i numeri, a meno dell’ordine sono 2 e 3. Il secondo blocco contiene due caselle verticali e l’istruzione “2-”  che si interpreta così: il risultato della sottrazione è 2, perciò i numeri, a meno dell’ordine sono 3 e 1.

I KenKen 3×3 o 4×4 sono  semplici e possono essere affrontati a partire dalla primaria, mentre quelli di dimensioni maggiori richiedono buone capacità  logiche, insomma il KenKen rappresenta una sfida divertente per tutte le età.  E’ un gioco che si può proporre anche durante i webinar scolatici come momento ludico per stimolare la partecipazione e … anche un po’ di competizione positiva. Provate con questo: 

qui la soluzione.  I siti KenKen,  e KenKen in classe http://www.kenkenpuzzle.com/teachers/classroom

Buon divertimento!

[email protected]

 

Officine scuola

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Aprile 19, 2020 0

La didattica a distanza non ci assolve dall’impegno della valutazione, ma poiché è cambiato il modo di fare lezione,  cambiano anche gli strumenti e i contesti per la valutazione. Le lezioni sincrone proposte tramite webinar, qualsiasi sia strategia adottata (flipped lesson, didattica per problemi, lezione frontale o altro),   dovrebbero sempre prevedere una fase in cui gli alunni svolgono un ruolo attivo di produzione o di discussione. E’ proprio in questi momenti che noi docenti dobbiamo rilevare evidenze utili per una valutazione formativa.

La mia proposta adatta a tale scopo, è uno strumento agile  realizzato con Google fogli con il quale registrare facilmente in tempo reale le osservazioni.  Si tratta di una rubrica in cui gli  indicatori si riferiscono ai seguenti processi:

  • partecipare: la partecipazione alla discussione di classe
  • applicare:  la realizzazione del prodotto richiesto
  • autonomia: l’organizzazione del proprio lavoro
  • gestione del tempo: rispetto dei tempi delle consegne
  • competenza digitale: padronanza degli strumenti

Per ogni indicatore sono presentati i relativi  livelli  

Lo stesso file può essere impiegato per il monitoraggio di più incontri sincroni in quanto durante una lezione generalmente si riesce a  raccogliere evidenze relative ad una sola parte degli alunni; inoltre lo strumento è fruibile anche in condivisione se si organizzano webinar con altri insegnanti.  

Una anteprima del documento

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Al link  https://cutt.ly/vt6nBvU è disponibile il foglio di calcolo in modalità di visualizzazione; avendo attivo un account gmail chi vuole sperimentarlo,  può crearne una copia  editabile nel proprio Drive

[email protected]

Officine scuola

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Aprile 13, 2020 0

Dopo alcune settimane di lezioni da casa, non mancano per i bambini difficoltà  ad organizzarsi, a svolgere tutti i compiti assegnati, a mantenere un costante impegno e viva la motivazione.  Di seguito una check list con cui il Consiglio di classe si autovaluta sulla gestione della classe a distanza 

check list del CDC

Le domande aiutano i docenti a mettere a fuoco i processi da attivare collaborando

Troppe le schede di lavoro in pdf che richiedono un utilizzo sostenuto della stampante, tanti i compiti da svolgere sui quaderni che  necessitano dell’intervento dei genitori per fotografare la pagina e inviare in classroom o sul registro elettronico. 

Come fornire una proposta equilibrata che preveda lo svolgimento della gran parte dei compiti in forma digitalizzata? 

L’idea è una  programmazione settimanale del Consiglio di classe finalizzata alla definizione comune dei carichi di lavoro, alla  differenziazione dei tipi di compiti, alla scelta degli strumenti digitali con cui gli alunni devono realizzarli.  Il coordinamento dei docenti  attraverso la definizione di un piano settimanale avrebbe i seguenti vantaggi:

  • gli alunni possono tenere sotto controllo le loro attività programmandole durante la settimana
  • le  famiglie riescono a  seguire il percorso del loro bambino e a rendersi conto delle difficoltà che incontrano nell’affrontare gli impegni della settimana
  • i docenti tengono monitorato il percorso di apprendimento

Abbiamo pensato ad un  piano settimanale che prevede, in forma grafica, sia una breve presentazione degli argomenti che  il bambino affronta durante la settimana, sia i compiti da svolgere con l’indicazione degli strumenti.  La varietà degli strumenti permette all’alunno  di esercitare diversi tipi di abilità e competenze. Nel piano settimanale abbiamo inserito anche due questionari:

  • il primo  di check in:  il bambino esprime le sue emozioni all’inizio della settimana e ad eventuali esperienze che vuole condividere con le docenti. 
  • il secondo di check out,  grazie al quale l’alunno ripensa ai propri percorsi della settimana, alle modalità con cui è riuscito a portare a termine i compiti e ad eventuali esperienze che vuole condividere con le maestre. 

Il piano settimanale dà un senso comune alle lezioni a distanza. Di seguito un esempio:

  Il piano è organizzato in tre sezioni:

  • la  prima riporta il calendario della settimana (dal… al…) e il nome della scuola;
  • la seconda, numerata, evidenzia i processi cognitivi o operativi che sono implicati nei relativi compiti
  • la terza descrive le attività con i links alle risorse o agli strumenti

Il piano in formato “Google presentazioni” è disponibile per chi fosse interessato, a questo link . Il file è in sola visualizzazione, ma con il comando “File- crea una copia” è possibile  crearne una copia ed editarlo. Per l’alunno il piano  va distribuito in formato pdf e si presenta così:  link

Qui un secondo esempio

Aurora Mangiarotti e Rosangela Mapelli

Officine scuola

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Aprile 9, 2020 0

Fare lezione da casa, con una didattica “del fare” e non “dell’assegnare”

Questo mio contributo è diretto soprattutto ai docenti delle scuole del primo ciclo, ai quali consiglio  alcune strategie per la progettazione e la gestione di una lezione online: un webinar è infatti ben diverso da una lezione in classe. Per tenere viva l’attenzione e coinvolgere gli alunni, una videolezione sincrona  dovrebbe prevedere diversi momenti, essere  simile ad una lezione segmentata che consiste proprio nella partizione del tempo scuola in varie fasi,  caratterizzate da differenti proposte didattiche. La progettazione di una lezione a distanza richiede, oltre che competenze digitali, anche molto impegno e capacità di sapersi reinventare. Per preparare un webinar, prima di tutto  è necessario tener conto del contesto in cui dobbiamo operare e delle infrastrutture dell’istituto. Le dotazioni delle  scuole sono sostanzialmente di tre livelli:

  •  base
    • registro elettronico e piattaforma per videoconferenze (es. Skype, Jitsi, Zoom, …), chat con i genitori
  •  intermedio
    • registro elettronico e piattaforma per videoconferenze (es. Skype, Jitsi, Zoom, …) 
    • classe virtuale creata dal singolo docente in una piattaforma che non richiede  account per l’alunno di età inferiore ai 16 anni (es. Edmodo o Weschool, ….)  
  •  avanzato
    • registro elettronico e piattaforma per videoconferenze (es. Meet, Teams, …) 
    • piattaforma della scuola (Gsuite, Office 365) con classe virtuale e app integrate

L’infrastruttura presente nella scuola condiziona la modalità di interazione dei docenti con studenti e famiglie: se la dotazione è  di base, sarà più difficile garantire non tanto una continuità nell’assegnazione dei compiti, quanto la costanza del feedback sul lavoro  svolto. E’ importante dunque che le scuole si dotino di una piattaforma d’istituto, scegliendo tra le tante opportunità disponibili oggi. 

Fasi sincrona e asincrona 

Pensiamo ora ad una lezione in videoconferenza e ai momenti che la precedono e la seguono. In generale limitiamo all’indispensabile  la richiesta di compilazione di schede in pdf (che devono essere prima stampate) o di svolgimento di esercizi del libro di testo  da realizzare sul quaderno; entrambe le modalità prevedono che il genitore fotografi il compito e lo faccia avere al docente sotto forma di immagine, caricandolo sul registro elettronico o in classe virtuale. 

Come fare allora?

Se la scuola è provvista di una dotazione di base non ci sono molte modalità alternative, ma se abbiamo a disposizione una suite di istituto, possiamo far lavorare gli alunni con documenti di testo, presentazioni e app varie che consentono  un lavoro pienamente digitale e anche collaborativo.

Progettiamo accuratamente, immaginando un incontro online di 45  minuti.

Durante il webinar

  • interazione iniziale con gli alunni per l’accoglienza  [gli alunni usano il microfono per rispondere ai saluti] (5 min);
  • una  domanda breve di ripasso di quanto svolto precedentemente per dare continuità al lavoro che svolgeremo e gli alunni mandano le risposte via chat (senza microfono)] (10 min). In alternativa possiamo usare una app per creare ed erogare un veloce test (es. Kahoot Challenge, Quizziz)
  • lezione  (10 min) proposta  scegliendo tra diversi approcci (spiegazione frontale,  lettura di un testo, lancio di una discussione, presentazione di una situazione-problema, commento di un grafico, simulazioni, attività  con caratteristica di scoperta,  uso di un software specifico, …)  
  • assegnazione di un lavoro agli alunni  con relativa consegna di quanto prodotto (anche se lo svolgimento è parziale) (15 min), 
  • sintesi finale del docente riassumiamo quanto fatto durante l’incontro, chiedendo qualche contributo (ripresa dei termini chiave, spiegazioni brevi,…)  (5 min)

Sentiamo le voci dei bambini, diamo loro spazio e facciamo diventare questi momenti delle occasioni per una valutazione formativa.

Proviamo, sperimentiamo, monitoriamo: 

  • il format funziona?  Allora continuiamo così  
  • è troppo lungo il webinar  per l’intera classe? Suddividiamo  la classe in gruppi e dedichiamo a ciascun gruppo 15 minuti mentre il resto dei bambini ha un lavoretto da svolgere. 
  • abbiamo classi in parallelo con un’altra collega? Prepariamo insieme la lezione  poi proponiamola ai nostri bambini ognuno nella propria classe. 
  • abbiamo un buon rapporto di collaborazione con i nostri colleghi dello stesso consiglio di classe? Se si, progettiamo una lezione interdisciplinare da proporre alla classe partecipando in due  allo stesso webinar, se no allora è il momento di cominciare a lavorare insieme. 

Dovremmo metterci “il cappello da regista” e creare un format che ci rappresenti,  nel  condurre i nostri webinar per ricreare quella quotidianità che avevamo in classe.

Prima del webinar (attività a casa)

Per esempio le lezioni online potrebbero essere precedute dalla visione di un video che introduce all’argomento, dall’analisi di una immagine, dall’ascolto di un audio, da una attività manuale guidata da un tutorial. Compiti brevi che aiutano l’alunno ad entrare in sintonia con il tema dell’incontro successivo. 

In rete sono migliaia e migliaia le risorse disponibili, scegliamo fonti autorevoli e valide; il riuso dei materiali disponibili nel rispetto delle licenze, è un modo per acquisire competenza, nel valutare una risorsa e nell’imparare a produrne di nuove. Quindi esploriamo e remixiamo risorse, se  utili per la nostra didattica. Vedrete che con tempo apprezzerete l’aver imparato a creare i vostri materiali, anche in collaborazione con i colleghi di scuola. 

Dopo il webinar (attività a casa)

 Per la fase offline che segue il webinar, possiamo assegnare

  •  materiali di studio, ad esempio:
    • brevi video (max 3-5 minuti),
    • pagina del libro di testo, 
    • racconto da leggere, problema da inventare
    • attività di gamification per consolidare le conoscenze 
    • schede  autoprodotte ( create con strumenti della piattaforma di scuola)
  • attività manuali guidate da tutorial con invio della fotografia del prodotto finale
    • costruire un tangram di cartoncino  seguendo un tutorial, inventare figure e creare  una storia 
    • costruire una squadra piegando la carta con angoli 30°, 60° per misurare angoli 
    • attività  guidate con caratteristica di scoperta, usando un software specifico   
  • simulazioni di materie scientifiche in ambienti tipo PHET 
  • problemi da risolvere, ma presentati in formato audio per sviluppare capacità di ascolto

L’importante è il coordinamento fra colleghi del consiglio di classe per una equa distribuzione dei carichi di lavoro nella settimana

Conclusione

Dobbiamo convincerci che questa modalità sarà la nostra prassi quotidiana, per  quest’anno scolastico. Sfruttando la tecnologia, abbiamo adesso tempo e strumenti  per “imparare insieme” e “insegnare insieme”: una formidabile opportunità per costruire nelle nostre scuole  comunità di pratica che trovano un proprio modo di operare, di collaborare, di progettare, di valutare. 

E’ un periodo di divieti e restrizioni importanti,  ma anche di straordinaria libertà di sperimentare, di fare ricerca  didattica per implementare modelli nuovi che ci saranno utili anche in un futuro in cui avremo ritrovato una nuova normalità.

Anche noi di Sfide intendiamo fornire un contributo mettendo a disposizione competenze e professionalità:  al link https://sites.google.com/view/insegnareimpararedacasa/home potete trovare  risorse e strumenti per  la didattica a distanza. Il sito è in progress.

Aurora Mangiarotti

#andrà tutto bene

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Marzo 5, 2020 0

Vi segnalo un sito creato da Google  “Arts & culture”,
https://artsandculture.google.com/ molto interessante per percorsi didattici trasversali, ispirati all’arte. Cliccando sul menù a sinistra (le tre lineette nere) e selezionando “Collezioni”, possiamo esplorare Musei di tutto il mondo e trovare fonte di ispirazione  per superare questi momenti di incertezza.
Le immagini hanno una definizione così alta che possiamo zoomare tantissimo per cogliere fin nei minimi particolari le caratteristiche di un’opera
Fate una prova al link https://artsandculture.google.com/asset/madonna-of-the-goldfinch-raffaello-sanzio/oAFhnMjj7HippQ dove potrete ammirare un quadro di Raffaello. Qui anche una presentazione di Google arts & culture.
Perchè  non far seguire all’attività di esplorazione di un’opera, un’attività creativa con DeepDream (https://deepdreamgenerator.com/)?

Deep Dream è un esperimento di intelligenza artificiale creato da Google e si basa su un codice in grado di identificare nelle immagini alcuni pattern, replicandoli all’infinito.

Io ho provato con la foto del mio micio: di seguito l’originale e quella modificata

La webapp libera davvero la vostra creatività

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Marzo 3, 2020 0

INDIRE ha realizzato una Rete di solidarietà delle Piccole Scuole con l’obiettivo di creare momenti di peer learning coordinati da docenti, dirigenti scolastici, referenti dell’USR, colleghi dell’Indire ed esperti del settore. Il Movimento delle Piccole Scuole si avvarrà della disponibilità di tutti questi colleghi che hanno esperienza di didattica a distanza per condividere esperienze e modalità di fare scuola in rete al fine di sostenere tutti quegli insegnanti che operano nelle scuole che hanno sospeso la didattica a causa dell’emergenza e che intendono organizzare per i loro studenti attività formative o di socializzazione a distanza.  E’ stato predisposto un Calendario di webinar, aperti a tutta la comunità, a partire dal 3 marzo; essi  toccheranno varie tematiche, dalle modalità di gestire il setting scolastico a casa, alle tecnologie a supporto della collaborazione di gruppo, con casi pratici che le scuole mettono a disposizione.

Docenti, Dirigenti, Referenti scolastici territoriali e genitori potranno accedere ai webinar da questo link: http://piccolescuole.indire.it/formazione/webinar/

Per comunicazioni e richieste dirette utilizzare  l’indirizzo   [email protected] 

Per allargare il Movimento, le iscrizioni si effettuano al link https://piccolescuole.indire.it/il-progetto/aderisci/

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Febbraio 28, 2020 0

La collega Stefania Bassi, membro dell’equipe formativa territoriale del Lazio che avrebbe dovuto presentare un laboratorio su Gianni Rodari a Sfide2020, ci segnala un’interessante iniziativa per ricordare l’autore de “La grammatica della fantasia” :  un gioco social organizzato proprio dall’equipe formativa del Lazio.

Per tutto il Mese della Sicurezza in Rete, a partire dall’11 febbraio, giorno in cui si celebra il Safer Internet Day, e fino all’11 marzo, l’Equipe Territoriale Formativa del Lazio apre le iscrizioni per #RodariSocial, proponendo un’esperienza di social reading dedicata a tutte le scuole, in particolare quelle del primo ciclo.

Per partecipare basta inviare una mail a [email protected] e ricevere così tutte le indicazioni ed i materiali (come il paper tweet)!

Si giocherà a partire dall’11 marzo, per circa un mese, fino all’8 aprile.
Secondo il calendario di lettura, indicato di seguito, le classi partecipanti leggeranno diversi testi tratti da alcuni capolavori di Rodari, per poi produrre dei brevi messaggi e proseguire idealmente -e fantasticamente- storie e filastrocche.
Per maggiori info https://www.scuoladigitalelazio.it/index.php/mese-della-sicurezza-in-rete

 

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