Di fronte al tema dei cambiamenti climatici c’è chi vive in uno stato d’ansia costante e chi rimane indifferente o nega che esista il problema. Anche a scuola, studenti e insegnanti possono essere attirati da queste due posizioni estreme. In mezzo, però, c’è l’ampio spazio per una consapevolezza basata su dati scientifici e l’impegno. Già, ma è possibile affrontare queste tematiche a scuola? E come?

Cercheremo di rispondere a queste domande a Sfide – La scuola di tutti, e lo faremo a partire dall’esperienza di Danilo Dolci, sociologo, poeta, attivista della nonviolenza ed educatore che in Sicilia ideò e promosse campagne in cui la giustizia, la liberazione dalla povertà passava anche e soprattutto attraverso la tutela dell’ambiente  e delle sue risorse, in particolare l’acqua.

Ci guideranno in questo percorso Lisa Avarello e Alberto Biondo del Centro per lo Sviluppo Creativo “Danilo Dolci” (Palermo). Lisa, project manager, svolge attività legate a temi di educazione ambientale, soprattutto nelle scuole. Alberto, coordinatore del Dipartimento di Cooperazione Europea, si occupa delle attività volte a diffondere la storia e il pensiero di Dolci, con particolare rilievo sulla relazione fra l’educazione formale e non formale, i processi partecipativi, il gender mainstreaming, l’approccio maieutico reciproco. Il Centro per lo Sviluppo Creativo Danilo Dolci ha sviluppato in particolare un progetto, Teaching the future, per “rispondere alla necessità di dare la giusta importanza alla crisi climatica, rispondendo in particolare alle esigenze dei giovani, desiderosi di fare di più e consapevoli dell’urgenza di agire”. “Le scuole si ritrovano un po’ spiazzate su cosa si possa fare con gli studenti per superare l’ecoansia o l’indifferenza -sottolinea Lisa Avarello-. L’obiettivo è quindi quello di mettere in grado gli insegnanti di dare agli studenti gli strumenti per avere informazioni corrette e riuscire anche a passare all’azione, impegnarsi a livello locale per la tutela del territorio”.

L’Istituto professionale Pietro Piazza di Palermo, per esempio, ha coinvolto gli studenti su “cosa cambierebbero” del loro quartiere.

Durante l’incontro a Sfide si approfondirà appunto la conoscenza di tecniche per la costruzione di campagne di sensibilizzazione e di coinvolgimento degli studenti della scuola secondaria. “È importante immaginare percorsi con gli studenti in cui possano prendere consapevolezza della complessità dei temi e imparino a guardare al loro territorio come occasione per impegnarsi”, conclude Alberto Biondo.

I docenti che seguiranno il workshop a SFIDE si porteranno a casa quanto serve per per passare dalla teoria alla pratica, in classe, a partire  dagli strumenti di due progetti – Teaching the Future e Initiation – che  forniscono approcci variegati e tecnologici sia sui dati ambientali sia su come sviluppare i temi collegati all’ambiente da un punto di vista imprenditoriale, ad esempio per gli indirizzi economici e istituti professionali.

Testo di Dario Paladini, Intreccimedia.
Foto: Centro “Danilo Dolci”

Vorresti approfondire questo tema? Partecipa all’incontro con Lisa Avarello e Alberto Biondo “L’educazione ambientale attraverso l’esperienza di Danilo Dolci, nell’anno del Centenario” (domenica 24 marzo alle 11:30).