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MILANO

SFIDE – La scuola di tutti
3ª edizione
online dal 14 al 22 novembre 2020

Costruiamo la scuola di domani

Qui la segnalazione di articoli e brevi testi che promuovono positive e propositive considerazioni sulla scuola al tempo del Covid. Pubblicheremo  materiali e proposte di didattica a distanza elaborate considerando come principi orientativi l’insegnare e l’apprendere insieme, l’esperienza diretta, l’interazione e il ragionamento condiviso.



Aprile 22, 2021 0
INCONTRO ONLINE MARTEDÌ 27 APRILE, ALLE 18, SUL SITO WWW.ILGRANDETRASLOCO.IT

Siamo felici di invitarvi all’incontro online “Abitare la scuola, abitare i confini” realizzato in collaborazione con Fa’ la cosa giusta!, fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili: l’appuntamento è parte del romanzo-evento online “Il Grande Trasloco”, che prova ad immaginare il mondo di domani a partire da cinque ambiti della nostra vita – Nutrire, Abitare, Viaggiare, Curare, Lavorare – intrecciati dal filo rosso della sostenibilità.

Come può il territorio diventare una scuola allargata? E come può la scuola diventare motore di sviluppo per il territorio?

Soprattutto nei contesti più fragili, i maestri capaci di rendere la classe un luogo più affascinante della strada, trasformano i ragazzi e le loro famiglie in attori del cambiamento. Ma non è solo la scuola a dover sconfinare: le comunità – famiglie, associazioni, attività di quartiere, istituzioni – possono e devono farsi “educanti”, offrendo ai ragazzi la possibilità di crescere insieme anche fuori dalla classe, creando occasioni di aggregazione dopo la scuola. È questo l’unico modo per contrastare la povertà educativa, una disuguaglianza che in Italia coinvolge un bambino su tre. 

Il futuro dell’educazione sarà al centro del nostro incontro con Fabio Geda e Marco Rossi-Doria.

Marco Rossi-Doria, due volte sottosegretario all’Istruzione e di recente nominato direttore dell’impresa sociale “Con i Bambini”, è stato il primo “maestro di strada” italiano: nei quartieri difficili di Napoli ha fondato il progetto “Chance – scuola pubblica di seconda occasione”. Fabio Geda, educatore e scrittore, nei suoi libri racconta spesso dell’importanza di trovare un posto nel mondo, mettendo al centro della narrazione i ragazzi e le loro storie di speranza – come in “Nel mare ci sono i coccodrilli” (Baldini Castoldi Dalai, 2010), emozionante storia vera di Enaiatollah Akbari entrata in tutte le classi d’Italia.

Modera l’incontro il dirigente scolastico Marzio Rivera, uno dei fondatori di SFIDE-La scuola di tutti, il salone della scuola organizzato da Terre di mezzo e Officine Scuola.

Vi aspettiamo in diretta martedì 27 aprile, ore 18, su ilgrandetrasloco.it

Fa' la cosa giusta!


Novembre 26, 2020 0

La terza edizione del salone Sfide – La scuola di tutti, organizzato da Terre di mezzo Editore e Officine Scuola, in collaborazione con Fa’ la cosa giusta!, la prima in versione digitale, si è conclusa domenica 22 novembre con 9500 iscrizioni ai 35 webinar gratuiti, in cui docenti,
dirigenti e famiglie si sono confrontati sul futuro della scuola.
Centrale il convegno sui valori della scuola in cui si è parlato di come sia necessario investire sulla formazione dei docenti, tenendo conto dei nuovi strumenti da adottare in questa fase di didattica a distanza; rimettere al centro gli studenti, nonostante le difficoltà legate alla situazione di emergenza sanitaria in corso; fare rete in maniera sinergica e costruttiva con il territorio.
Tra gli appuntamenti più partecipati quelli legati alle nuove tecnologie come strumento per mediare la relazione tra insegnante e studente, all’introduzione della gamification in classe come attività di apprendimento attraverso l’utilizzo del gioco e di videogiochi, alla
didattica a distanza integrata. Ma spazio anche ai nuovi metodi di insegnamento che partono dall’alunno e dal suo vissuto emotivo: se n’è parlato con Enrico Galiano e all’interno degli incontri sul “metodo Caviardage®” e sul “Diario Visivo”. L’incontro con Martino Negri, ricercatore all’Università degli Studi di Milano Bicocca, ha regalato un ritratto della figura dello scrittore Gianni Rodari. E infine, “Nati per Leggere”, un incontro sull’importanza della lettura a partire dalla prima infanzia e sull’urgenza di sostenere una
cultura accessibile a tutti.
I video degli incontri saranno resi disponibili nei prossimi giorni sul sito nostro sito e sul canale Youtube.

Prosegue invece, fino al 29 novembre, Fa’ la cosa giusta! la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, organizzata da Terre di mezzo Editore. Un’edizione speciale online con un ricco programma culturale in versione digitale: appuntamenti in
streaming e webinar per parlare di innovatori sociali, imprenditori virtuosi e buone pratiche che cambiano il mondo. Gli appuntamenti in streaming saranno trasmessi su falacosagiusta.org, sulla pagina facebook e sul canale Youtube di Fa’ la cosa giusta!, mentre i webinar, tutti gratuiti su iscrizione, si svolgeranno sulla piattaforma Zoom.

Admin


Ottobre 12, 2020 0

Ci chiediamo da tempo se il distanziamento, questa forma necessaria di allontanamento, di lontananza fisica dall’altro, alla fine modificherà la relazione con gli altri, magari dimensionandola su altre misure, e se in particolare, smentendo il più classico dei luoghi scolastici – la classe come comunità di relazioni a portata di mano – finirà per vanificare, sul piano educativo, l’imparare e l’insegnare insieme, quella forma di agire collaborativo che riesce a tenere solidaristicamente uniti il conoscere e il convivere. Se il virus ci lascerà più soli, più indifesi e infine anche un po’ meno interessati a conoscere e comprendere.

Conviene chiederci anche, però, se tutto il sistema di riduzione dei tempi e delle distanze cui abbiamo assistito da un certo numero di anni, e da cui abbiamo pur tratto qualche giovamento, ci abbia reso più prossimi tra noi, più sensibili gli uni agli altri, più intimamente solidali. Forse l’estrema riduzione di ogni distanza e di ogni tempo ci ha soprattutto omologato, mantenuti distinti purché paragonabili agli altri, per diventare infine  comparabili in base ad un criterio – quello del non essere da meno – che ci ha scavato profondamente nei principi e orientato nei comportamenti, finendo per distanziarci comunque. Insomma, la vicinanza di tutto e tutti a tutto e tutti ha finito con l’aumentare il vociare comunicativo ma forse ha ridotto un po’ gli spazi della relazione autentica e solidale. La società globalizzata ci ha resi più vicini, certo, ma non per questo più prossimi.

Ora, con questo virus che dilaga, che sarà dei nostri rapporti personali, sociali, educativi?
Prendo a prestito un’immagine che mi pare efficace: il virus lavora come una talpa, la quale  ha scavato e scava nel sottosuolo della nostra socialità, nel profondo di noi stessi. Anche il virus – che ha una vita immateriale produttrice di fantasmi con cui dobbiamo pure fare i conti – scava, accumula, sparge nelle nostre cantine quel che non riesce a stipare nei piani alti.  Cosa avviene nel profondo di noi stessi? Se la vicinanza, e addirittura talvolta un eccesso di vicinanza, ha sovente generato distanza e solitudine, questo distanziamento riuscirà a generare solidarietà e comunanza? Forse si, se daremo parola a quella terra che il virus, come una talpa,  ci scava dentro.

Diciamo allora che la scuola può forse tentare di seguire questa immaterialità parallela del virus e provare ad avvicinare quei ragazzi che le misure di salute e sicurezza tengono necessariamente distanti. Accostandoli nella condivisione della parola che insegue sentimenti e conoscenze, realizzando così una comunità di ascolto, di esperienza e di discorso.

Come? Dando espressione, con la massima discrezione e con attenzione anche ai silenzi, a quei rumori che provengono dal sottosuolo di ciascuno: stati d’animo, sentimenti, paure ed attese, pensieri irriflessi o considerazioni più meditate possono trovare a scuola un luogo di manifestazione, di ascolto, di rielaborazione. Magari a partire proprio da quanto gli insegnanti hanno da dire di sé e del proprio modo di vivere questa stagione. Certo, la cosa è già avvenuta o sta avvenendo. Occorre continuare a farlo, non solo per aiutarci a sostenere le nostre incertezze, ma anche per ricreare legami, relazioni, comunità. Questo è ciò che potremmo chiamare “la veduta”, il modo personale di approcciarci alla pandemia e al clima emotivo e sociale che suscita. La classe e le sue “vedute”: un guadagno per tutti riuscire a dare loro voce.

E poi c’è la conoscenza. Non si tratta solo di aiutare a far emergere, contenere, ordinare (sarà mai possibile?) i pensieri nascosti; la scuola può accompagnare i fantasmi personali a fare i conti con la conoscenza del virus e della pandemia: con quanto la ricerca scientifica sta mettendo in luce, magari in una prospettiva evoluzionistica, considerando quindi – in una visione ecologica – la questione della salute come bene planetario e condiviso, la vita tout court come bene indivisibile, lo spazio come risorsa a tutti destinata.

Forse condividere la cura, l’ascolto e la conoscenza – la ricerca e la scoperta come modi di relazionarsi alle proprie debolezze e al mondo nel suo insieme – può aiutare a renderci tutti più prossimi e solidali in un contesto di necessario, fisico distanziamento. Si è più vicini in una comunanza di compiti e di intenti, forse, che in una contiguità fisica un po’  taciturna e un po’ indifferente.

Agostino Frigerio

 

 

Officine scuola

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Ottobre 2, 2020 0

Tutti almeno una volta ci siamo divertiti con il gioco “Unisci i puntini” della Settimana Enigmistica o di qualche altra rivista. La sfida consiste nel  decodificare il disegno nascosto che via via si svela unendo i vari puntini numerati. Questo gioco, opportunamente progettato,  è adatto anche  per i bambini della scuola primaria, allo scopo di ripassare i numeri naturali.

Oggi voglio proporvi un’attività che integra i registri visuale, numerico e testuale, per riprendere operazioni e tabelline. L’idea mi è venuta girovagando in Pinterest  il social che più frequento per trovare idee non solo per il tempo libero, ma anche per una  didattica in leggerezza.

L’attività è in linea con quella che vi ho presentato due settimane fa (Cosa nascondono le 10 cifre) e ne rappresenta la naturale continuazione. Con questo tipo di lavoro si raggiungono diversi obiettivi curricolari:  consolidamento delle operazioni aritmetiche,  sviluppo della motricità fine della mano, comprensione di codice con relativa decodifica (una sorta di coding unplugged) e infine anche un pizzico di creatività.. 

Ai bambini viene dato un disegno da colorare, seguendo precise istruzioni. Il disegno è diviso in tante parti, ciascuna delle quali contiene un calcolo che il bambino deve svolgere per scoprire quale colore dovrà usare per dipingerla. Per ogni  disegno  viene anche  richiesto al bambino di immaginare una situazione o un’azione che il protagonista potrebbe compiere in quel momento. Ecco due esempi: 

 Se proponete ai bambini questa attività, condividete le vostre riflessioni

Qui il link alla cartella condivisa in cui potete trovare qualche altro disegno da utilizzare in classe

Aurora Mangiarotti

Officine scuola

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Settembre 23, 2020 0

Questa settimana una proposta didattica di matematica,  diretta ad alunni di scuola secondaria di primo grado e di biennio di secondaria di secondo grado. In questa attività di problem solving gli studenti mettono in campo:

  • il ragionamento proporzionale per risolvere problemi in situazioni reali 
  • capacità argomentative per spiegare le loro strategie risolutive 
  • capacità di modellizzazione matematica 

Il lavoro si svolge in gruppo e si articola in più fasi:

  • Fase 1: sfida 
  • Fase 2: calcolo convenienza tra due alternative, in situazioni specifiche
  • Fase 3: generalizzazione e modellizzazione 
  • Fase 4: presentazione dei risultati dei vari gruppi e discussione

Gli studenti  utilizzano la calcolatrice o il foglio di calcolo e compilano le schede di lavoro in Drive, in modalità di condivisione. La proposta può essere ampliata con attività di approfondimento per i gruppi più motivati.  L’insegnante svolge il ruolo di supervisione e valuta sia la partecipazione, sia i prodotti degli alunni. Qui le indicazioni per il docente e le schede di lavoro per gli studenti.

L’attività prende spunto dal lavoro di Dan Mejer sulla matematica visuale.

Se qualche collega sperimenta l’attività in classe può scrivere come commento le sue riflessioni che saranno molto gradite.

Aurora Mangiarotti

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Officine scuola

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Settembre 16, 2020 0

Cosa nascondono le 10 cifre?

Primi giorni di scuola, prime attività di ripasso. Se oggi riprendete i numeri  in una classe di seconda primaria, cosa c’è di meglio di un  gioco che ha come protagonista il disegno? Prima di affrontare attività operative e manipolative su numeri e quantità, vi propongo di iniziare con questo gioco.

L’insegnante scrive alla LIM  le cifre dallo zero al nove e le riprende con i bambini; poi incuriosisce la classe dicendo  che in ciascuna delle cifre  si nasconda qualcosa: un oggetto, una forma, un animaletto, un personaggio… I bambini si stupiranno, faranno domande: a quel punto  svela la sorpresa disegnando a mano libera alla LIM alcuni curiosi personaggi.

Di seguito un breve video

Il gioco prosegue chiedendo ai bambini di scegliere un numero e di far comparire come per magia quello che secondo loro nasconde. L’insegnante raccoglie tutti i disegni sulla jamboard condivisa. I bambini commentano i lavori e poi, a gruppi, scelgono alcuni personaggi per inventare un racconto matematico.

Un’altra attività che completa la lezione è  chiedere ai bambini di osservare alcuni oggetti in aula o immagini (clip art opportunamente scelte) proiettate sulla LIM, per  scoprire il numero che nascondono; i bambini devono descrivere con le loro parole dove si trova il numero.

Obiettivi dell’attività: coinvolgere i bambini, creare un clima classe favorevole all’apprendimento, sviluppare manualità e  pensiero creativo.

Buon lavoro!

Video di  ispirazione  e altre risorse dal web:

Aurora Mangiarotti

 

 

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Settembre 10, 2020 0

Segnaliamo l’articolo: Anche a distanza non c’è didattica senza relazione, dal sito: La casa degli insegnanti.

http://www.lacasadegliinsegnanti.it/anche-a-distanza-non-ce-didattica-senza-relazione/

L’elemento fondante – anche della didattica a distanza – non può che essere la capacità di mantenere e custodire l’umanità all’interno della comunicazione.

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