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MILANO

SFIDE – La scuola di tutti
3ª edizione
online dal 14 al 22 novembre 2020

Costruiamo la scuola di domani

Qui la segnalazione di articoli e brevi testi che promuovono positive e propositive considerazioni sulla scuola al tempo del Covid. Pubblicheremo  materiali e proposte di didattica a distanza elaborate considerando come principi orientativi l’insegnare e l’apprendere insieme, l’esperienza diretta, l’interazione e il ragionamento condiviso.


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Ottobre 2, 2020 0

Tutti almeno una volta ci siamo divertiti con il gioco “Unisci i puntini” della Settimana Enigmistica o di qualche altra rivista. La sfida consiste nel  decodificare il disegno nascosto che via via si svela unendo i vari puntini numerati. Questo gioco, opportunamente progettato,  è adatto anche  per i bambini della scuola primaria, allo scopo di ripassare i numeri naturali.

Oggi voglio proporvi un’attività che integra i registri visuale, numerico e testuale, per riprendere operazioni e tabelline. L’idea mi è venuta girovagando in Pinterest  il social che più frequento per trovare idee non solo per il tempo libero, ma anche per una  didattica in leggerezza.

L’attività è in linea con quella che vi ho presentato due settimane fa (Cosa nascondono le 10 cifre) e ne rappresenta la naturale continuazione. Con questo tipo di lavoro si raggiungono diversi obiettivi curricolari:  consolidamento delle operazioni aritmetiche,  sviluppo della motricità fine della mano, comprensione di codice con relativa decodifica (una sorta di coding unplugged) e infine anche un pizzico di creatività.. 

Ai bambini viene dato un disegno da colorare, seguendo precise istruzioni. Il disegno è diviso in tante parti, ciascuna delle quali contiene un calcolo che il bambino deve svolgere per scoprire quale colore dovrà usare per dipingerla. Per ogni  disegno  viene anche  richiesto al bambino di immaginare una situazione o un’azione che il protagonista potrebbe compiere in quel momento. Ecco due esempi: 

 Se proponete ai bambini questa attività, condividete le vostre riflessioni

Qui il link alla cartella condivisa in cui potete trovare qualche altro disegno da utilizzare in classe

Aurora Mangiarotti

Officine scuola

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Settembre 16, 2020 0

Cosa nascondono le 10 cifre?

Primi giorni di scuola, prime attività di ripasso. Se oggi riprendete i numeri  in una classe di seconda primaria, cosa c’è di meglio di un  gioco che ha come protagonista il disegno? Prima di affrontare attività operative e manipolative su numeri e quantità, vi propongo di iniziare con questo gioco.

L’insegnante scrive alla LIM  le cifre dallo zero al nove e le riprende con i bambini; poi incuriosisce la classe dicendo  che in ciascuna delle cifre  si nasconda qualcosa: un oggetto, una forma, un animaletto, un personaggio… I bambini si stupiranno, faranno domande: a quel punto  svela la sorpresa disegnando a mano libera alla LIM alcuni curiosi personaggi.

Di seguito un breve video

Il gioco prosegue chiedendo ai bambini di scegliere un numero e di far comparire come per magia quello che secondo loro nasconde. L’insegnante raccoglie tutti i disegni sulla jamboard condivisa. I bambini commentano i lavori e poi, a gruppi, scelgono alcuni personaggi per inventare un racconto matematico.

Un’altra attività che completa la lezione è  chiedere ai bambini di osservare alcuni oggetti in aula o immagini (clip art opportunamente scelte) proiettate sulla LIM, per  scoprire il numero che nascondono; i bambini devono descrivere con le loro parole dove si trova il numero.

Obiettivi dell’attività: coinvolgere i bambini, creare un clima classe favorevole all’apprendimento, sviluppare manualità e  pensiero creativo.

Buon lavoro!

Video di  ispirazione  e altre risorse dal web:

Aurora Mangiarotti

 

 

Officine scuola


Settembre 10, 2020 0

Segnaliamo l’articolo: Anche a distanza non c’è didattica senza relazione, dal sito: La casa degli insegnanti.

http://www.lacasadegliinsegnanti.it/anche-a-distanza-non-ce-didattica-senza-relazione/

L’elemento fondante – anche della didattica a distanza – non può che essere la capacità di mantenere e custodire l’umanità all’interno della comunicazione.

Officine scuola

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Settembre 9, 2020 0

In Google Arts & Culture, non solo si esplorano innumerevoli tesori storico-artistici conservati nei più importanti musei di tutto il mondo, ma è anche possibile conoscerli attraverso giochi didattici nell’ambiente “Google  experiments of Art e culture”.

Questa settimana ci occupiamo del gioco  Visual crossword. L’attività consiste nel risolvere  cruciverba visuali dove le caselle sono da riempire tramite trascinamento di immagini di opere d’arte. Non ci sono definizioni da decodificare, solo brevi intestazioni di riga e di colonna che riportano i nomi  di pittori o di correnti artistiche. Questo gioco può diventare “l’innesco” per una attività didattica collaborativa, trasversale alle discipline di arte, italiano e storia per alunni del primo ciclo.

Prima fase

Gli alunni giocano singolarmente al cruciverba visuale, cliccando sul pulsante “Launch experiment” .

L’immagine documenta il primo livello del gioco:  la schermata contiene due colonne, ciascuna con tre tessere, e relative intestazioni (Arte contemporanea e Arte rinascimentale); sotto sei immagini da trascinare  nella giusta colonna. Vengono messe in gioco conoscenze su correnti artistiche e  autori protagonisti del cruciverba. Quando il cruciverba è completato correttamente, si passa al livello successivo. Alcuni collocamenti richiedono una certa riflessione: per esempio nel cruciverba relativo a Gauguin (riga) e Van Gogh (colonna), quale opera inserire all’incrocio di riga e di colonna? E perché? Gli studenti possono anche effettuare ricerche in rete per svolgere l’attività. Dopo il completamento di alcuni livelli del gioco, l’insegnante invita gli alunni a scegliere un pittore tra quelli incontrati e a descrivere una sua opera, mettendo in evidenza i tratti distintivi della sua arte.

Seconda fase.

Gli alunni a coppie  inventano un cruciverba visivo scegliendo opere di  due pittori  e lo realizzano in Google Jamboard con al massimo 6 tessere. Essi devono accompagnare il cruciverba con  una scheda descrittiva delle opere scelte (usano Google docs condiviso). I cruciverba realizzati vengono proposti ai compagni.  

Esempio  

La jamboard di esempio è in modalità visualizzazione, per giocare, crearne una copia.

Valutazione

I prodotti realizzati (cruciverba visuale e scheda descrittiva delle opere)  sono oggetto di  valutazione  da parte del  docente,  in base ai seguenti indicatori:

  • organizzazione del cruciverba visuale
  • ricerca di immagini nel rispetto del copyright
  • adattamento delle immagini
  • qualità della scheda descrittiva delle opere (viene dato un modello)
  • correttezza dei contenuti della scheda

Ai ragazzi viene consegnata anche una scheda di autovalutazione  

Aurora Mangiarotti

 

 

Officine scuola

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Settembre 2, 2020 1

In attesa di Sfide 2020 che sarà proposto online a Novembre,  sul sito troverete spunti per attività didattiche laboratoriali, suggerimenti sull’uso di strumenti   o  riflessioni sui temi caldi del rientro. 

Dedicherò alcuni post alla piattaforma Google art e culture, un progetto Google di promozione culturale, con un enorme potenziale educativo e didattico.

La prima proposta riguarda la collezione “Esperimenti di arte e cultura” Art colouring book 

 

I girasoli di Van Gogh sono gialli, ma i tuoi li puoi dipingere giocando con la fantasia! Con il tool Art coloring book si possono colorare opere d’arte famose e persino monumenti di Street View.

Gli album da colorare sono da sempre uno strumento preferito dai bambini, ma sono ormai ampiamente popolari anche tra gli adulti che hanno scoperto quanto sia liberante dedicare un po’ del loro tempo libero a questa attività.

Dal sito https://cutt.ly/GfxtcnS , cliccate su “Launch experiments”: comparirà una galleria di dipinti d’autore tra cui scegliere. Una volta fatta la selezione,  si apre la tavolozza in cui abbiamo il quadro da colorare.

La scrivania della tavolozza propone un’immagine del quadro e informazioni sull’autore, sul museo dove è esposto, nonché un link esterno per approfondimenti. I bambini possono esercitare i loro talenti e la fantasia, e nello stesso tempo avvicinarsi alle opere d’arte, mentre i docenti progettare attività interessanti o rilassarsi a casa colorando un po’. Qui un activity book.

Buon divertimento!

Aurora Mangiarotti


 

 

Officine scuola

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Maggio 1, 2020 0

Cercando in rete giochi divertenti a contenuto matematico, mi sono imbattuta nel KenKen. Si tratta di inserire in tabelle “nxn” (con un numero uguale  di righe e di colonne) i numeri da 1 a n. Proprio come nel Sudoku i numeri  in ogni riga o colonna devono comparire tutti dall’1 a  “n” senza ripetersi. Per esempio in un KenKen 4×4 ogni riga e colonna devono contenere  i numeri 1, 2, 3, 4. 

La tabella è organizzata in gabbie ossia in blocchi evidenziati da una linea più marcata. In ogni gabbia è presente una istruzione indicata da un numero e una operazione. Il numero è il risultato dell’operazione con i naturali da 1 a n  che si inseriranno nel blocco.  Lo scopo del gioco e’ quindi completare la tabella rispettando le istruzioni presenti nei vari blocchi.

Osserviamo il seguente KenKen 3×3 di esempio: 

Il primo blocco è formato da due caselle orizzontali e contiene l’istruzione “5+” che si interpreta così: il risultato dell’addizione tra due numeri  è 5, dunque i numeri, a meno dell’ordine sono 2 e 3. Il secondo blocco contiene due caselle verticali e l’istruzione “2-”  che si interpreta così: il risultato della sottrazione è 2, perciò i numeri, a meno dell’ordine sono 3 e 1.

I KenKen 3×3 o 4×4 sono  semplici e possono essere affrontati a partire dalla primaria, mentre quelli di dimensioni maggiori richiedono buone capacità  logiche, insomma il KenKen rappresenta una sfida divertente per tutte le età.  E’ un gioco che si può proporre anche durante i webinar scolatici come momento ludico per stimolare la partecipazione e … anche un po’ di competizione positiva. Provate con questo: 

qui la soluzione.  I siti KenKen,  e KenKen in classe http://www.kenkenpuzzle.com/teachers/classroom

Buon divertimento!

[email protected]

 

Officine scuola

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Aprile 19, 2020 0

La didattica a distanza non ci assolve dall’impegno della valutazione, ma poiché è cambiato il modo di fare lezione,  cambiano anche gli strumenti e i contesti per la valutazione. Le lezioni sincrone proposte tramite webinar, qualsiasi sia strategia adottata (flipped lesson, didattica per problemi, lezione frontale o altro),   dovrebbero sempre prevedere una fase in cui gli alunni svolgono un ruolo attivo di produzione o di discussione. E’ proprio in questi momenti che noi docenti dobbiamo rilevare evidenze utili per una valutazione formativa.

La mia proposta adatta a tale scopo, è uno strumento agile  realizzato con Google fogli con il quale registrare facilmente in tempo reale le osservazioni.  Si tratta di una rubrica in cui gli  indicatori si riferiscono ai seguenti processi:

  • partecipare: la partecipazione alla discussione di classe
  • applicare:  la realizzazione del prodotto richiesto
  • autonomia: l’organizzazione del proprio lavoro
  • gestione del tempo: rispetto dei tempi delle consegne
  • competenza digitale: padronanza degli strumenti

Per ogni indicatore sono presentati i relativi  livelli  

Lo stesso file può essere impiegato per il monitoraggio di più incontri sincroni in quanto durante una lezione generalmente si riesce a  raccogliere evidenze relative ad una sola parte degli alunni; inoltre lo strumento è fruibile anche in condivisione se si organizzano webinar con altri insegnanti.  

Una anteprima del documento

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Al link  https://cutt.ly/vt6nBvU è disponibile il foglio di calcolo in modalità di visualizzazione; avendo attivo un account gmail chi vuole sperimentarlo,  può crearne una copia  editabile nel proprio Drive

[email protected]

Officine scuola

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Aprile 9, 2020 0

Fare lezione da casa, con una didattica “del fare” e non “dell’assegnare”

Questo mio contributo è diretto soprattutto ai docenti delle scuole del primo ciclo, ai quali consiglio  alcune strategie per la progettazione e la gestione di una lezione online: un webinar è infatti ben diverso da una lezione in classe. Per tenere viva l’attenzione e coinvolgere gli alunni, una videolezione sincrona  dovrebbe prevedere diversi momenti, essere  simile ad una lezione segmentata che consiste proprio nella partizione del tempo scuola in varie fasi,  caratterizzate da differenti proposte didattiche. La progettazione di una lezione a distanza richiede, oltre che competenze digitali, anche molto impegno e capacità di sapersi reinventare. Per preparare un webinar, prima di tutto  è necessario tener conto del contesto in cui dobbiamo operare e delle infrastrutture dell’istituto. Le dotazioni delle  scuole sono sostanzialmente di tre livelli:

  •  base
    • registro elettronico e piattaforma per videoconferenze (es. Skype, Jitsi, Zoom, …), chat con i genitori
  •  intermedio
    • registro elettronico e piattaforma per videoconferenze (es. Skype, Jitsi, Zoom, …) 
    • classe virtuale creata dal singolo docente in una piattaforma che non richiede  account per l’alunno di età inferiore ai 16 anni (es. Edmodo o Weschool, ….)  
  •  avanzato
    • registro elettronico e piattaforma per videoconferenze (es. Meet, Teams, …) 
    • piattaforma della scuola (Gsuite, Office 365) con classe virtuale e app integrate

L’infrastruttura presente nella scuola condiziona la modalità di interazione dei docenti con studenti e famiglie: se la dotazione è  di base, sarà più difficile garantire non tanto una continuità nell’assegnazione dei compiti, quanto la costanza del feedback sul lavoro  svolto. E’ importante dunque che le scuole si dotino di una piattaforma d’istituto, scegliendo tra le tante opportunità disponibili oggi. 

Fasi sincrona e asincrona 

Pensiamo ora ad una lezione in videoconferenza e ai momenti che la precedono e la seguono. In generale limitiamo all’indispensabile  la richiesta di compilazione di schede in pdf (che devono essere prima stampate) o di svolgimento di esercizi del libro di testo  da realizzare sul quaderno; entrambe le modalità prevedono che il genitore fotografi il compito e lo faccia avere al docente sotto forma di immagine, caricandolo sul registro elettronico o in classe virtuale. 

Come fare allora?

Se la scuola è provvista di una dotazione di base non ci sono molte modalità alternative, ma se abbiamo a disposizione una suite di istituto, possiamo far lavorare gli alunni con documenti di testo, presentazioni e app varie che consentono  un lavoro pienamente digitale e anche collaborativo.

Progettiamo accuratamente, immaginando un incontro online di 45  minuti.

Durante il webinar

  • interazione iniziale con gli alunni per l’accoglienza  [gli alunni usano il microfono per rispondere ai saluti] (5 min);
  • una  domanda breve di ripasso di quanto svolto precedentemente per dare continuità al lavoro che svolgeremo e gli alunni mandano le risposte via chat (senza microfono)] (10 min). In alternativa possiamo usare una app per creare ed erogare un veloce test (es. Kahoot Challenge, Quizziz)
  • lezione  (10 min) proposta  scegliendo tra diversi approcci (spiegazione frontale,  lettura di un testo, lancio di una discussione, presentazione di una situazione-problema, commento di un grafico, simulazioni, attività  con caratteristica di scoperta,  uso di un software specifico, …)  
  • assegnazione di un lavoro agli alunni  con relativa consegna di quanto prodotto (anche se lo svolgimento è parziale) (15 min), 
  • sintesi finale del docente riassumiamo quanto fatto durante l’incontro, chiedendo qualche contributo (ripresa dei termini chiave, spiegazioni brevi,…)  (5 min)

Sentiamo le voci dei bambini, diamo loro spazio e facciamo diventare questi momenti delle occasioni per una valutazione formativa.

Proviamo, sperimentiamo, monitoriamo: 

  • il format funziona?  Allora continuiamo così  
  • è troppo lungo il webinar  per l’intera classe? Suddividiamo  la classe in gruppi e dedichiamo a ciascun gruppo 15 minuti mentre il resto dei bambini ha un lavoretto da svolgere. 
  • abbiamo classi in parallelo con un’altra collega? Prepariamo insieme la lezione  poi proponiamola ai nostri bambini ognuno nella propria classe. 
  • abbiamo un buon rapporto di collaborazione con i nostri colleghi dello stesso consiglio di classe? Se si, progettiamo una lezione interdisciplinare da proporre alla classe partecipando in due  allo stesso webinar, se no allora è il momento di cominciare a lavorare insieme. 

Dovremmo metterci “il cappello da regista” e creare un format che ci rappresenti,  nel  condurre i nostri webinar per ricreare quella quotidianità che avevamo in classe.

Prima del webinar (attività a casa)

Per esempio le lezioni online potrebbero essere precedute dalla visione di un video che introduce all’argomento, dall’analisi di una immagine, dall’ascolto di un audio, da una attività manuale guidata da un tutorial. Compiti brevi che aiutano l’alunno ad entrare in sintonia con il tema dell’incontro successivo. 

In rete sono migliaia e migliaia le risorse disponibili, scegliamo fonti autorevoli e valide; il riuso dei materiali disponibili nel rispetto delle licenze, è un modo per acquisire competenza, nel valutare una risorsa e nell’imparare a produrne di nuove. Quindi esploriamo e remixiamo risorse, se  utili per la nostra didattica. Vedrete che con tempo apprezzerete l’aver imparato a creare i vostri materiali, anche in collaborazione con i colleghi di scuola. 

Dopo il webinar (attività a casa)

 Per la fase offline che segue il webinar, possiamo assegnare

  •  materiali di studio, ad esempio:
    • brevi video (max 3-5 minuti),
    • pagina del libro di testo, 
    • racconto da leggere, problema da inventare
    • attività di gamification per consolidare le conoscenze 
    • schede  autoprodotte ( create con strumenti della piattaforma di scuola)
  • attività manuali guidate da tutorial con invio della fotografia del prodotto finale
    • costruire un tangram di cartoncino  seguendo un tutorial, inventare figure e creare  una storia 
    • costruire una squadra piegando la carta con angoli 30°, 60° per misurare angoli 
    • attività  guidate con caratteristica di scoperta, usando un software specifico   
  • simulazioni di materie scientifiche in ambienti tipo PHET 
  • problemi da risolvere, ma presentati in formato audio per sviluppare capacità di ascolto

L’importante è il coordinamento fra colleghi del consiglio di classe per una equa distribuzione dei carichi di lavoro nella settimana

Conclusione

Dobbiamo convincerci che questa modalità sarà la nostra prassi quotidiana, per  quest’anno scolastico. Sfruttando la tecnologia, abbiamo adesso tempo e strumenti  per “imparare insieme” e “insegnare insieme”: una formidabile opportunità per costruire nelle nostre scuole  comunità di pratica che trovano un proprio modo di operare, di collaborare, di progettare, di valutare. 

E’ un periodo di divieti e restrizioni importanti,  ma anche di straordinaria libertà di sperimentare, di fare ricerca  didattica per implementare modelli nuovi che ci saranno utili anche in un futuro in cui avremo ritrovato una nuova normalità.

Anche noi di Sfide intendiamo fornire un contributo mettendo a disposizione competenze e professionalità:  al link https://sites.google.com/view/insegnareimpararedacasa/home potete trovare  risorse e strumenti per  la didattica a distanza. Il sito è in progress.

Aurora Mangiarotti

#andrà tutto bene

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