Nuove Indicazioni e valutazione: cos’è che non va? Un esempio con le Scienze
La scusa di “dover svolgere un programma” e di “dover mettere un voto” è da sempre l’alibi della scuola più frettolosa e trasmissiva. E tuttavia è importante che la scuola pubblica sia impegnata in traguardi comuni e che l’apprendimento, e quindi l’insegnamento, siano documentati e, nei momenti giusti, misurati e certificati. Le nuove indicazioni non sembrano andare in questa direzione così come non fa ben sperare la nuova valutazione scolastica sintetica, tutta orientata al posizionamento di ogni alunno e non alla comprensione del processo formativo e dei suoi risultati. Che cosa quindi si può fare in questo contesto? Esiste un’alternativa più attenta al percorso e meno alla performance? Ne parliamo insieme, prendendo l’educazione scientifica come campo di indagine, dove calare e concretizzare argomentazioni e proposte.
L’incontro è condotto da Paolo Mazzoli.
Paolo Mazzoli si occupa da alcuni decenni di educazione scientifica, organizzazione scolastica e valutazione. Ha fatto parte del nucleo redazionale delle Indicazioni nazionali 2012. È stato docente nella scuola primaria, dirigente scolastico e direttore dell’Invalsi. Ha pubblicato diversi libri e articoli per Carocci, Giunti, Bruno Mondadori, Fabbri, ETS. Recentemente ha pubblicato con Maria Arcà, nella Collana RicercAzione dell’MCE, il volume “Chi vince al tiro alla fune? Giochi con le forze”.
Con Paolo Mazzoli