Il pensiero narrativo: alle radici della didattica orientativa
Presupposto di ogni attività legata all’orientamento è la consapevolezza che ogni docente acquisisce, e diventa in grado di comunicare in modo chiaro, dell’orizzonte che possiede la propria disciplina. È indispensabile riuscire ad esplicitare argomenti e metodi mettendo in evidenza il potere che essi hanno di ordinare il vissuto e prevedere ciò che ancora non si conosce, da parte di chi li studia e applica. Questo è ciò che si definisce pensiero narrativo.
Soltanto così possiamo garantire che studenti e studentesse imparino a trovarsi, in ciascuna disciplina, e di conseguenza a dirsi, grazie al linguaggio che apprendono. Come possiamo dunque aiutarli a raccontarsi, ad immaginarsi, a ricordare come erano per confrontarsi con chi sono ora e con chi prevedono di essere?
Simona Butò, docente nella scuola secondaria di primo grado e formatrice, approfondisce da molti anni la portata che la riflessione sui linguaggi disciplinari riveste sulla didattica. La sua ricerca si concentra, in particolare, sulla sperimentazione in classe delle modalità attraverso le quali i docenti possono favorire la completa immersione nelle discipline, mettendone perciò in luce la possibile prospettiva per ogni studente.
Simona Sessini, insegna Lettere in un istituto tecnico, ha un master in Consulenza filosofica, scrive una newsletter, “Il caffè del lunedì”, in cui cerca di intrecciare la passione per la filosofia, l’educazione e la capacità di suscitare perché. Studia e inventa lezioni e non si sente mai pronta davvero ad entrare in classe. Adora parlare con i suoi studenti, le vacanze e le contraddizioni.
Con Simona Butò, Simona Sessini